La brochure e la newsletter inviate ai residenti dalla Balfour Beatty non sono bastate a far digerire i termini dell'operazione a chi, a cominciare dall'associazione Strada parco, quando si parla di filovia di vantaggi proprio non ne vede, anzi pretende che si cerchino soluzioni diverse per arginare il fiume di auto - non meno di 60mila - che ogni giorno scorre da Pescara nord.
Dopo le transenne abbattute lungo il cantiere, il presidente della Gtm, Michele Russo, ha chiamato i giornalisti per spiegare una volta di più cosa si può e cosa non si può fare a questo punto in tema di filobus. Non a caso ha scelto di farlo alla vigilia del tavolo tecnico di oggi al Comune e in vista della protesta cittadina di domani: nella speranza, remota, che finisca questo dialogo tra sordi che si protrae da anni.
Affiancato dall'avvocato Vincenzo Di Baldassarre e dal direttore tecnico, ingegner Pierdomenico Fabiani, il presidente della Gtm ha aperto la conferenza stampa riassumendo punto per punto i vari passaggi nell'iter ventennale che quest'opera ha richiesto (con il coinvolgimento di centrodestra e centrosinistra) ed ha infine ribadito un concetto base fondamentale: «Il finanziamento è legato all'ex tracciato ferroviario, l'opera è appaltata, i lavori sono partiti e dovrebbero concludersi in un paio di anni. Annullare tutto adesso - ha spiegato Russo - vorrebbe dire dover pagare svariati milioni di risarcimento all'azienda e spedire me in galera per un periodo da sei mesi a tre anni: se permettete, avrei altri programmi».
Nel dettaglio, Russo ha escluso la possibilità di cambiare percorso ovvero dirottare la filovia su via Caravaggio, così come ha escluso l'ipotesi di utilizzare bus elettrici o comunque mezzi diversi dal filobus Phileas: «Una tale scelta farebbe scattare comunque la richiesta di risarcimento danni da parte della Balfour Beatty e riaprirebbe i termini di gara: sia per chi non l'ha vinta, sia per chi al tempo non vi aveva partecipato. «Di un sistema di trasporto di massa come il filobus c'è gran bisogno, anche perché garantisce tempi di percorrenza rapidi e certi. Va poi considerato - ha spiegato ancora il presidente della Gtm - che il filobus fa salire il valore immobiliare delle abitazioni lungo il percorso e non certo le deprezza, come dicono invece di temere i residenti». La sintesi di questi ragionamenti è nella domanda che Russo ha posto alla fine: «A che serve il tavolo tecnico dal momento che non potrà cambiare i termini dell'appalto? Rischia di rivelarsi una dannosa perdita di tempo». Michele Russo ha comunque teso una mano al comitato anti-filobus, «siamo pronti ad accogliere suggerimenti per piccole modifiche, come è già successo: lo dimostra l'aumento delle fermate lungo il percorso, da 17 a 24; lo dimostra l'impianto di illuminazione che sarà realizzato sugli stessi pali della rete del Philea». Escluso ogni rischio di inquinamento elettromagnetico, «perché la rete non ne produce affatto». Il presidente della Gtm s'è infine detto ottimista sul completamento dei cinque lotti dell'opera, su cui l'associazione Strada parco esprime da sempre forti dubbi: «Abbiamo già le risorse ed il tracciato per arrivare dalla stazione ferroviaria di Pescara al nuovo tribunale» ha assicurato Russo «e per raggiungere Silvi, a nord, potremo passare sul ponte nuovo del Saline».