Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.269



Data: 23/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inchiesta sui rifiuti in Abruzzo - Brucchi, il giorno della bufera: «Non ho preso io quei soldi» Il sindaco respinge le accuse: «Controllate i conti»

TERAMO - «Ho appreso di essere indagato dai giornali». Così ieri il sindaco Maurizio Brucchi ha commentato a caldo la notizia dell'arresto eccellente dell'ex presidente della Team Lanfranco Venturoni e dell'inchiesta in corso che lo vede coinvolto. Al momento della diffusione della notizia, Brucchi non aveva ancora ricevuto l'avviso di garanzia. Alla domanda diretta, sui presunti finanziamenti messi a disposizione dalla famiglia Di Zio per la campagna elettorale, Brucchi ha risposto con fermezza: «Non ho ricevuto alcun finanziamento. La magistratura potrà verificarlo dai conti della mia campagna elettorale che sono a disposizione». Anche il senatore Paolo Tancredi è intervenuto sulla questione. «Ci sono stati regolari finanziamenti per la campagna elettorale - ha sostenuto -. I soldi sono finiti nelle casse del Pdl di Roma e sono stati utilizzati per la campagna elettorale provinciale, non per quella del candidato sindaco Brucchi». Il primo cittadino ha anche affidato a un comunicato stampa ufficiale la sua posizione, in cui si è definito «tranquillo e fiducioso», affermando di aver avuto, nei confronti della Team Tecnology «un atteggiamento di assoluta trasparenza, avendo deciso, fin dal mio insediamento, quale sindaco di Teramo, di congelare le attività della stessa Team Tecnology, che di fatto non aveva mai operato, per delinearne le strategie successive». Brucchi ha inoltre aggiunto che «l'inchiesta accerterà l'assoluta normalità della nostra azione politica e la legittimità della stessa». Le reazioni dell'opposizione sono state discordi: se il Pd ha preferito mantenere un basso profilo, preferendo aspettare gli sviluppi delle indagini, il circolo di Rifondazione ha chiesto «da subito le dimissioni di Brucchi» e il consigliere Paolo Albi ha lanciato un duro attacco politico. «Dal punto di vista personale - ha detto Albi - mi dispiace per quello che sta accadendo. Dal punto di vista politico però il mio giudizio è pesantissimo, questa maggioranza ha una concezione devastante di come si gestiscono le pubbliche amministrazioni, questo è uno dei motivi per cui ho rotto con loro». La maggioranza, invece, ha fatto quadrato attorno agli indagati. Gli esponenti del centrodestra, a cominciare dal vice sindaco Alfonso Di Sabatino Martina, hanno espresso sentimenti di solidarietà e fiducia nella magistratura. «Personalmente - ha detto il vice sindaco - mi risulta difficile ipotizzare un coinvolgimento diretto dell'amico Venturoni in questa vicenda. Mi auguro che venga dato lo stesso clamore anche all'esito delle indagini, perché troppo spesso questo tipo di notizie viene utilizzato per destituire la credibilità dei personaggi coinvolti. Invito tutti al buonsenso, in queste situazioni non sono ammesse forme di sciacallaggio». L'assessore regionale Paolo Gatti ha definito «spiacevole e incivile» la strumentalizzazione politica della situazione. L'assessore regionale Mauro Di Dalmazio, coordinatore della lista comunale "Al centro per Teramo", oltre ad aver inviato un comunicato stampa in collaborazione con la lista "Al centro per Catarra", ha ribadito in prima persona la sua posizione. «La nostra solidarietà per Venturoni, Tancredi, Di Stefano e Brucchi è totale - ha commentato Di Dalmazio -. Siamo convinti della loro estraneità ai fatti contestati. Auspichiamo che la magistratura operi con la massima rapidità possibile al fine di giungere quanto prima alla definizione della vicenda». L'attuale presidente della Team, Raimondo Micheli, ha invece preferito non commentare.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it