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Pescara, 23/06/2026
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Data: 23/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Inchiesta sui rifiuti in Abruzzo - Le reazioni. Tancredi: «Queste inchieste non ci aiutano». Di Stefano: «Contributi leciti, chiarirò». Brucchi cade dalle nuvole: io ho bloccato l'inceneritore

TERAMO. E' stato uno degli sponsor dell'operazione Deco-bioessiccatore. Basta leggere il sito della Team. Ma ora se ne tira fuori. Il senatore Pdl Paolo Tancredi parla al telefono da Roma, dove ha saputo che riceverà l'avviso di garanzia per corruzione: «Metto tutte e due le mani sul fuoco sull'integrità morale di Venturoni; entrambi abbiamo sempre fatto le cose in completa trasparenza, mi sento di dire che non c'è niente che non possa essere tranquillamente spiegato». «Sulla mia posizione», ha proseguito, «non posso parlare perché non conosco nulla, aspetto le carte. Credo che avrò modo di chiarire. Non ho mai avuto responsabilità amministrative, mi sono sempre occupato di rifiuti, ho una mia posizione: se non mettiamo mano alla questione, in questa regione faremo la fine di Napoli e queste indagini non aiutano la soluzione, ma questo non vuol dire che le inchieste non sia giusto farle...». E' figlio di Antonio Tancredi, banchiere, ex deputato e colonna della Dc teramana.

«Contributi leciti, chiarirò» Di Stefano: sono sereno, queste accuse non mi toccano

Dall'Msi al Pdl carriera politica all'ombra di Sospiri il salto alla Regione con Pace, e l'elezione a 43 anni al Senato

CHIETI. «Dopo aver letto l'avviso di garanzia sono ancora più tranquillo. Chiarirò tutto». Sono le ore 20 quando il senatore Fabrizio Di Stefano, vicecoordinatore regionale Pdl, indagato per corruzione, risponde al telefono. E' la seconda conversazione che tiene con il Centro e puntualizza, «se questa mattina ero sereno, a distanza di ore, lo sono ancora di più».
Residente a Tollo, 45 anni, laurea in farmacia. Nella destra è stato un fenomeno per la rapidità in cui ha scalato il partito: dall'Msi, ad An fino al Pdl. Entra in politica a 14 anni, nella sezione Msi tollese «Nikis Mantakas». «Sezione intestata a uno studente greco ucciso dai comunisti», puntualizza. Da giovane universitario eccolo in pista a Camerino organizza gli studenti sotto le bandiere del Fuan. Nel 1995 torna in Abruzzo, ha il suo punto di riferimento nell'ex leader regionale, il pescarese Nino Sospiri. Viene eletto a Chieti presidente provinciale di Alleanza nazionale. Ha un suo stile, quello tradizionale che funziona: cene, incontri con i militanti, spende soldi per tenere uffici elettorali che si riempiono di cittadini curiosi di conoscerlo. Medita il salto più alto. Punta al Consiglio regionale, dove viene eletto nel 2000 con l'allora presidente Giovanni Pace. La carriera è rutilante. Nel 2005 riconferma alla Regione con 3 mila voti di preferenza. Il momento per lui è propizio. Statura media, occhi scuri, camicia aperta sul petto villoso, un poco di pancetta che porta con disinvoltura. Indossa giacche doppiopetto. A 43 anni attorno a lui non ci sono altri leader in provincia di Chieti che possono sbarrargli la strada. Il suo amico Mauro Febbo, l'ala dura della destra teatina lo sprona. Il balzo al Senato gli riesce. Nel 2010 è di nuovo lungo Corso Marrucino a Chieti, da un sostegno all'amico candidato sindaco, Umberto Di Primio. A marzo Di Primio è primo cittadino e lui è consigliere comunale, tra i più votati. Ieri mattina al telefono ha la voce tesa. «Sono sereno, chiarirò tutto punto per punto», fa presente, «ho preso contributi elettorali in modo lecito, quei soldi sono stati regolarmente denunciati. Lo sanno tutti, che mi sono sempre pagato le campagne elettorali»

Il sindaco di Teramo accusato di corruzione parla oggi in consiglio. Brucchi cade dalle nuvole: io ho bloccato l'inceneritore

TERAMO. E' indagato per corruzione: una mazzetta presunta di ventimila euro pagata da Di Zio, legata all'operazione bioessiccatore, anzi inceneritore, da 15 milioni di euro. «Ma quel progetto con me non ha fatto un passo avanti», esordisce il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. La notizia lo raggiunge a Genova, il giorno dopo il suo 49º compleanno. «Sono qui per motivi familiari», spiega, «non mi è stato ancora contestato nulla». Ha letto di essere indagato nei siti internet, ma è più preoccupato per i motivi che lo hanno trattenuto in Liguria. «Non ho ricevuto ancora nulla, nessuno mi ha cercato nè dal Comune né da casa», dice al telefono.
Maurizio Brucchi non sa ancora che l'accusa nei suoi confronti è di corruzione. L'imprenditore Rodolfo Di Zio, socio privato della Team Tecnology incaricata di realizzare il bioessiccatore per i rifiuti, avrebbe finanziato la sua campagna elettorale tramite il senatore del Pdl Paolo Tancredi, anche lui indagato.
«Mi ritengo del tutto estraneo a questa vicenda», spiega, «conosco i fatti e per questo mi sento tranquillo».
Nel periodo a cui si riferiscono le contestazioni Brucchi era assessore comunale ai lavori pubblici ma non aveva coinvolgimenti sulla Team, dove però lavora la moglie. Ha tenuto per sè però la delega ai rapporti con la società pubblico-privata dopo l'elezione a sindaco nel giugno del 2009. «Nella mia attività ho congelato quel progetto», afferma, «risulta dagli atti».
Il sindaco indagato spiega che il nuovo consiglio di amministrazione della Team ha sospeso la procedura per la realizzazione del bioessiccatore. Ma proprio lui ne aveva riparlato durante il primo conclave della sua giunta a Rigopiano. In quell'occasione aveva evidenziato la «strategicità dell'intervento» e aveva anche proposto la candidatura di Teramo ad accogliere sul proprio territorio un termovalorizzatore da affiancare al bioessiccatore. «Ma sono tranquillissimo per tutta la mia attività, non mi si può imputare nulla», afferma ancora Brucchi che, appena una settimana fa, si è visto arrivare in Comune investigatori della Finanza per prelevare tutti gli atti, custoditi dall'ufficio legale, riferiti alla Teramo Ambiente di cui è presidente quel Raimondo Micheli, ex An, che in campagna elettorale sembro essere stato per poche settimane l'alternativa allo stesso Brucchi come candidato sindaco. Poi però vinse lui, e Micheli trovò posto nella società lasciata Venturoni che si occupa dei rifiuti e della pulizia in città. Ma oggi il sindaco dovrà presentarsi in consiglio comunale per chiarire la sua posizione.
«Sono a disposizione per fornire qualunque chiarimento anche alla magistratura», continua Brucchi, «ho piena fiducia nel suo lavoro».
Il sindaco poi esprime solidarietà nei confronti di Venturoni. «Lo conosco molto bene», afferma, «è una persona serissima». In un comunicato laconico, diffuso dal Comune, infine riafferma la sua serenità per l'attività della Team Tec durante il mandato da sindaco e manifesta la certezza che l'assessore regionale «potrà dimostrare con i fatti la sua assoluta correttezza di comportamento».

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