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Pescara, 23/06/2026
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Data: 23/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
E a Montesilvano salta fuori Sospiri

PESCARA - Un capitolo a parte di questa complessa vicenda giudiziaria che ruota attorno agli affari dell'imprenditore Rodolfo Di Zio e dei politici a lui asserviti, viene dedicato al sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e al suo referente politico, il consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl, Lorenzo Sospiri, entrambi indagati nell'altro troncone. Il pool ne parla in relazione ai contributi erogati da Di Zio e per spiegare i rapporti corruttivi instaurati dall'imprenditore. Diecimila euro a testa vennero versati a Cordoma e Sospiri, ma il pool ritiene che quelli di Sospiri sarebbero da porre in relazione alla necessità di comprare i favori di Cordoma che, nell'ambito della partecipata società comunale Ecoemme, «improvvisamente recede da ogni velleità di controllo sul partner privato Deco». La sua campagna elettorale basata sulla legalità naufraga quasi subito. Appena insediato, infatti, Cordoma cambia i vertici della Ecoemme e dà il suo appoggio al nuovo presidente Di Carlo che aveva evidenziato una diffusa illegalità nella gestione della società. Cordoma si sbilancia anche e, parlando del gruppo Di Zio, afferma che «per dieci anni hanno mangiato e basta, questi poveri cittadini di Montesilvano... questo si chiama ecomafia». Ma quando tutto sembrava ormai compromesso per Di Zio, con la decisione del sindaco di indire una gara pubblica di appalto, ecco che arriva «l'intensissimo scambio di comunicazioni telefoniche tra Rodolfo Di Zio ed il candidato alle regionali in quota Pdl, Lorenzo Sospiri, mentore del sindaco Cordoma». La Deco versa il contributo elettorale di 10 mila euro a Sospiri e qualche giorno più tardi «Cordoma cambia rotta». «Fa convocare il consiglio di amministrazione della Ecoemme dal vice presidente Savini, di fatto esautorando il presidente Di Carlo e durante la riunione prende la parola ed afferma che il rapporto con la Deco deve continuare». Un dietrofont repentino. «Mimmo Di Carlo si è dimesso - dice Cordoma a Sospiri che gli risponde «meno male»; «Meno male - ribadisce il sindaco - mi ha risolto un problema grosso come una casa». E subito dopo Cordoma propone il suo Comune per la localizzazione dell'inceneritore. «Io ti devo incontrare per sapere e parlare di termovalizzatore con te - dice Cordoma a Ferdinando Di Zio - perché quella idea, quel semino che abbiamo gettato l'altra sera lo sto innaffiando e vediamo se può nascere qualcosa». E guarda caso la bozza del parere legale richiesto ad illustri accademici, dicono i magistrati, viene «riveduta e corretta da Ettore Paolo Di Zio con gli aggiustamenti più convenienti al gruppo privato, in specie con riferimento alle questioni inerenti la remunerazione del servizio».

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