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Pescara, 23/06/2026
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Data: 23/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cialente si dimette da vice commissario. Lettera a Chiodi e Berlusconi: «La nomina di Cicchetti accentua la confusione e la ricostruzione è ferma»

Le aveva minacciate prima e dopo la nomina di Antonio Cicchetti; poi, l'altra sera, le aveva promesse ai manifestanti dei comitati cittadini che avevano "assaltato" il Consiglio regionale: «Se le cose continueranno a essere così poco chiare, mi dimetterò da vice commissario alla ricostruzione», incassando applausi. Ieri mattina le ha rassegnate: Massimo Cialente si è dimesso da vice commissario. E immediatamente ha recuperato la "fiducia" e la solidarietà del capogruppo dell'Idv alla Regione, Carlo Costantini, che, solo poche ore prima, l'aveva aspramente criticato: «L'amministrazione comunale dell'Aquila è sdraiata, Cialente ha chiesto scusa invece di dire a Berlusconi che non aveva rispettato gli impegni sulle case. Voglio bene a Cialente, ma qui all'Aquila o si ha la schiena dritta o non si recupera nulla. In questo senso, ce l'ho anche con il mio partito all'Aquila». Adesso Costantini parla «di una decisione coraggiosa del sindaco Cialente»; di «assunzione di responsabilità per il bene dei cittadini, con un gesto che rappresenta un inizio nuovo per la città dell'Aquila, per opporsi a un sistema in cui tutte le decisioni sono calate dall'alto». E, soprattutto, dice ciò che, probabilmente, Cialente, che deve confrontarsi come sindaco con una crisi di maggioranza senza precedenti dopo le "fughe" di alcuni piddì e di altri nel gruppo misto e forti mugugni dopo le nomine ai Cda delle aziende municipalizzate, voleva sentirsi dire: «Se questo è l'inizio di un nuovo percorso, istituzionale e politico, l'Italia dei Valori sarà al fianco del sindaco dell'Aquila».
Bene, Cialente si dimette da vice commissario e "salva" la poltrona di sindaco? A parte che Cialente non usa mai nella sua lettera di dimissioni, inviata a Silvio Berlusconi e Gianni Chiodi, l'aggettivo "irrevocabili", che è di prassi quando uno vuol davvero rinunciare a un incarico, ma magari l'ha dimenticato, c'è un passaggio che sembra lasciare aperte le porte a un ripensamento nel caso fosse avviato un chiarimento: «Pertanto, al fine di favorire un'auspicabile, maggiore, chiarezza su compiti e funzioni...». Il sindaco, però, chiarisce subito: «Le dimissioni sono irrevocabili, non c'è spazio per ripensamenti. D'altronde il problema non è questo, ma il fatto che la ricostruzione sia bloccata e la nomina di un nuovo vice commissario non aiuta a chiarire la situazione». D'altra parte, sembra che Cialente abbia quasi cercato in ogni modo un "conflitto" di competenze per arrivare alle dimissioni tanto auspicate da Costantini e dai comitati. Eh già, perché, posto che ha ribadito di non avere nulla contro la persona di Cicchetti, ha prima chiesto al commissario Gianni Chiodi che il nuovo vice commissario non prendesse in mano la Sge, pena le proprie dimissioni, e quando è stato accontentato, ha sollevato il problema inverso, ovvero che se Cicchetti fosse andato alla Sge, invece di essere chiamato a controllare gli enti attuatori, lui sarebbe stato pronto a dargli anche dei consigli.
C'è anche da chiedersi se Cialente risenta, in modo anche esagerato, della "pressione" esercitata dai comitati, che ha tentato di "accontentare" con nomine e partecipazione a manifestazioni, schierandosi dalla loro parte, forse nella presunzione che essi rappresentino tutti quei cittadini, dei quali, da ieri, ricorda di essere «espressione della volontà», perché lui non è il prodotto «di logiche di partito». Ma anche su questo il sindaco è chiaro: «Non c'è nessun condizionamento, anzi. L'episodio dell'altro giorno in Regione mi ha solo amareggiato ancora di più. Penso a Gianni Chiodi, che ho nel cuore». Appunto, il governatore come l'ha presa? «Cambia poco o nulla, Cialente, come sindaco, continuerà a occuparsi del piano di ricostruzione della città» avvertono dall'entourage del Commissario. Parole che sottolineano un "aspetto giuridico interpretativo" delle dimissioni, sollevato da alcuni, che rimanda all'ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri: le dimissioni di Cialente da vice commissario, insomma, non avrebbero alcuna validità se non accompagnate da quelle da sindaco, in quanto nominato quale primo cittadino dell'Aquila e non come Massimo Cialente. Mah! Su una cosa bisogna dargli ragione: c'è tanta confusione e, purtroppo, non solo da ieri.

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