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Pescara, 23/06/2026
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Data: 24/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pedaggio "satellitare" per l'asse attrezzato. Approvato dal Senato il decreto che reintroduce il pagamento per l'uso dei raccordi autostradali

Il sollievo è durato quanto un sogno di mezz'estate: meno di due mesi e tanti brindisi dopo lo stop disposto dal Tar del Lazio, parte il conto alla rovescia per la re-introduzione del pedaggio per l'asse attrezzato, che potrebbe scattare già in primavera. L'accelerazione è arrivata da Palazzo Madama, con l'approvazione del decreto legge sui trasporti che fissa tempi e modi sulla realizzazione degli impianti di rilevamento dei pedaggi per i raccordi autostradali di competenza Anas. Tra i tratti coinvolti, anche l'asse attrezzato Chieti-Pescara, sul quale già quest'estate, e per un mesetto, erano partite le prove generali. Ora la discussione passa alla Camera, ma la partita è pressoché chiusa: con 133 voti favorevoli e 104 contrari, il Senato mercoledì sera ha approvato il decreto emanato dal Governo lo scorso 5 agosto, che rinvia al 30 aprile 2011 l'introduzione dei pedaggi, che saranno riscossi dall'Anas attraverso un sistema satellitare ovvero senza caselli. Del resto, l'Anas aveva già pubblicato, il 13 settembre con scadenza il 30, il bando di gara per la fornitura e la messa in opera di un sistema di esazione dinamico senza barriere per ogni autostrada e raccordo in gestione diretta, per un importo di 150milioni di euro: il pagamento avverrà in maniera automatica, prevedibilmente con sistemi simil-telepass e riconoscimento delle targhe delle automobili. Con il voto al Senato, la strada dei pedaggi è così tracciata, con la blindatura di una legge dello Stato e con una dotazione finanziaria superiore a 80milioni di euro. Ancora: il pagamento con sistema satellitare smonterebbe l'impalcatura della sentenza del Tar. I giudici amministrativi avevano bollato come una tassa il pedaggio scattato il primo luglio anche alle barriere autostradali Pescara Ovest e Chieti: l'uso dell'asse attrezzato e degli altri raccordi era infatti soltanto ipotetico. Perchè a pagare l'obolo era anche chi non utilizzava il raccordo, e veniva di fatto violato il principo della proporzionalità del pagamento a cui invece deve corrispondere l'uso effettivo di un'infrastruttura. Così il Tar del Lazio il 29 luglio aveva bloccato il pedaggio, accogliendo il ricorso presentato anche dalla Provincia di Pescara; così aveva confermato il Consiglio di Stato il 31 agosto. Sospesi ora i brindisi, il pedaggio tornerà. Presto. E riparte il coro dei no. «Si tratta di una tassa ingiusta - dice Luca Piersante, Adoc -, che andrà a colpire lavoratori pendolari, studenti, aziende. Chiediamo alle amministrazioni interessate, anzitutto Province e Comuni di Pescara e Chieti di interloquire con i rappresentanti in Parlamento, affinché nella discussione alla Camera il decreto venga bocciato». Alla responsabilità del presidente della Regione Gianni Chiodi, parlamentari abruzzesi, sindaci e presidenti di Provincia di Pescara e Chieti, lancia il suo appello Enzo Del Vecchio, consigliere comunale Pd, alla luce del voto al Senato. «E chissà se tra i favorevoli vi erano anche quei senatori abruzzesi che avevano assicurato che mai si sarebbe pagata quell'iniqua tassa - dice Del Vecchio -, che in virtù delle caratteristiche e dell'utilizzo dell'arteria per spostamenti lavorativi e commerciali, torna a chiedere di "valutare la possibilità di richiedere all'Anas di riclassificare il raccordo autostradale Chieti-Pescara attribuendogli il rango di superstrada regionale al fine di esonerarla dal pagamento del pedaggio». L'appello a Chiodi è «a difendere i cittadini abruzzesi dalle vessazioni di un Governo centrale che pur di far cassa non lesina provvedimenti impositivi, peraltro privi di valutazioni di attendibilità sulla realtà territoriale su cui vanno a incidere».

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