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Data: 24/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Nessuna tassa sul Raccordo è un asse viario cittadino»

Il grande raccordo anulare «non può essere a pedaggio e non lo sarà mai». Il vice sindaco Mauro Cutrufo annuncia un dossier del Comune, che dimostra come il raccordo sia ormai una strada tutta interna alla città. Non sarebbe applicabile, quindi, il pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali gestiti dall'Anas, contenuto nel decreto legge convertito mercoledì dal Senato, e ora all'attenzione della commissione Bilancio della Camera. Tutto ciò mentre il Pd continua ad attaccare il centrodestra per la vicenda ed Enrico Gasbarra, deputato ed ex presidente della Provincia, lancia l'iniziativa di un appello-petizione dei cittadini contro il balzello.
«Il Gra è una strada cittadina e in quanto tale non soggetta a pedaggi - sostiene Cutrufo - La smettano di credere all'opposizione che ha montato questa falsa notizia». A sostegno di questa tesi, il vice sindaco snocciola una serie di dati: la popolazione compresa all'interno del raccordo, secondo il Campidoglio, è stimabile intorno a 1.708.738 abitanti: appena il 60 per cento della popolazione complessiva residente a Roma. «Gran parte della superficie del territorio romano, inoltre, è al di fuori del Gra - sottolinea Cutrufo - Tenendo conto che il diametro medio del raccordo è di circa 21 chilometri, per una lunghezza di 68,233 chilometri, l'area interna al raccordo è di circa 350 chilometri quadrati (meno del 30 per cento della superficie complessiva)».
Quindi, secondo il vice sindaco, «se ne deduce che almeno il 70 per cento della superficie romana e almeno il 40 per cento della popolazione sono al di fuori del Gra». Da ciò deriva che «gli spostamenti interni alla città di Roma obbligatoriamente comportano l'attraversamento del Gra - argomenta Cutrufo - I raccordi autostradali di altre città italiane sono infatti esterni ai confini cittadini. In questi casi, quindi prevedere il pagamento di un pedaggio non introdurrebbe una discriminazione tra residenti della stessa città».
Ieri Gianni Alemanno ha incontrato ha incontrato i rappresentanti dei deputati del Pdl per individuare soluzioni adeguate in vista della discussione sul decreto alla Camera. «È fuorviante e demagogico parlare di pedaggio sul Gra, perché i cittadini romani che usano il raccordo per spostarsi da un quartiere all'altro non devono pagare assolutamente nulla - dice il sindaco - Rimane il problema dei pendolari, che quotidianamente vengono dalla provincia di Roma a lavorare in città e che non possono sopportare anche un modesto aumento di pedaggi autostradali». Per questo motivo Alemanno ha posto «ai parlamentari del Popolo della libertà il problema di cancellare questa tariffazione da tutti i tratti autostradali di grande percorrenza in area urbana, tra cui il Gra».
Il centrosinistra resta sul piede di guerra: «Il Pd presenterà alla Camera gli emendamenti necessari per tentare di fermare il disegno del governo - ribadisce Gasbarra - Uniamo le forze, ogni energia in una petizione popolare che chieda alle istituzioni e ai parlamentari di centrodestra di fermare il progetto che trasformerebbe il Gra a pagamento». D'accordo il consigliere regionale Pd Franco Dalia: «Siamo pronti a raccogliere migliaia di firme, di adesioni di cittadini, categorie, imprenditori, forze sociali, pendolari per fermare il progetto di introdurre i pedaggi sul raccordo.
Un appello «a tutti i parlamentari del Lazio, a prescindere dalle appartenenze politiche», arriva anche da Esterino Montino, capogruppo regionale del Pd: «I senatori Pdl di Roma e Lazio ieri hanno scelto di sostenere l'introduzione di questa ennesima tassa - attacca Montino - invece di difendere i propri cittadini, le imprese e i lavoratori della propria regione».

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