Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.269



Data: 24/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Profondo rosso per i conti dell'Atac: 100 dirigenti non saranno sostituiti. Blocco del turnover e abbattimento dei costi per ripianare il deficit

Blocco del turnover, pensionamenti, razionalizzazione dei costi. Sarà un piano lacrime e sangue quello che Atac Spa presenterà ai sindacati forse già ai primi di ottobre. Il bisturi inciderà a fondo la parte dirigenziale ma non toccherà la parte, per così dire, produttiva, quella legata al servizio. E mentre sta per scattare un giro di vite che avrà pesanti ripercussioni all'interno, ecco che viene a galla un contenzioso di 25 milioni di euro con la Cooperativa tabaccai. E' l'ammontare dei biglietti venduti nei punti vendita e mai incassati dall'azienda.
Procediamo con ordine. La fusione con Met.Ro e Trambus Spa ha creato molti doppioni. Le ultime 824 assunzioni hanno ingolfato l'organico fino a sfiorare quota 13 mila. Ed ecco che dopo l'abbuffata scattano le lacrime di coccodrillo e la cura dimagrante.
A gestire il piano di risanamento non sarà l'attuale management. Il sindaco Alemanno ha già aperto una sua personale "istruttoria" per trovare il sostituto dell'ad Adalberto Bertucci. Si cerca un manager di grande spessore internazionale, adeguato al difficile compito che lo attende: rimettere sui binari un'azienda che ha rischiato di deragliare.
L'assessore alla Mobilità Sergio Marchi non conferma e non smentisce l'avvicendamento al vertice. Ma annuncia la prossima ristrutturazione «con l'obiettivo di arrivare a fine 2010 ad una forte riduzione dell'indebitamento, senza interferire sulla produttività». Tradotto in numeri, l'azienda potrebbe scendere nel breve periodo di almeno 100 unità. Lo richiede la situazione di bilancio che si è fatto pesante. In parte ereditata (oltre 91 milioni di euro, la perdita di esercizio 2009), in parte frutto dell'attuale gestione. L'aumento dei costi per il personale si è andato ad aggiungere alle esternalizzazioni. Due voci che in teoria dovrebbero essere l'una alternativa all'altra. E invece in questo caso hanno convissuto allegramente.
«L'azienda non ha triplicato le perdite - si è difeso nei giorni scorsi l'ad Bertucci incalzato dai sindacati - la perdita è frutto della precedente amministrazione comunale, la divisione in tre soggetti distinti ha finito per pesare sui bilanci per effetto di due fattori: gli ammortamenti legati alla proprietà dei beni che il Comune chiedeva ad Atac di acquisire e i debiti verso le banche».
L'ad è di fatto o commissariato dal Campidoglio, il suo principale azionista. «Troppe volte - commenta una fonte che conosce bene i bilanci degli ultimi esercizi - l'Atac si è indebitata per ripianare il deficit accumulato dalle consorelle Trambus Spa e Met.Ro. Un "escamotage" classico stato quello manutenzioni straordinarie fatturate all'azienda madre. L'unica che poteva mettere in gioco il suo patrimonio ricorrendo ad operazioni-spot».
Nel 2009 la vendita dei "tesoretti" immobiliari ha fruttato ben 22 milioni di dividendi.
L'Atac che si indebita con il sistema bancario e corre in aiuto delle consorelle si "dimentica" però di riscuotere i suoi crediti. La Cooperativa Tabaccai, che fino al maggio del 2009 gestiva la vendita dei ticket e dei grattini per i parcheggi ha infatti accumulato, secondo l'azienda di via Ostiense. debiti per 26,8 milioni di euro.
Il commissario liquidatore della Cooperativa ha cercato più volte di arrivare ad una transazione. Si è detto disponibile a pagare subito 10,3 milioni euro tra immobili, crediti e soldi. Il resto l'Atac avrebbe potuto incassarlo dalle 5 compagnia di assicurazione che hanno fatto da garante.
La Cooperativa avrebbe bussato più volte alla porta di Bertucci, riuscendo ad incontrarlo. Un'altra volta ha incontrato l'ex presidente Massimo Tabacchiera che firmò materialmente la rescissione del contratto con la Cooperativa sotto accusa per una lunga serie di disservizi La quale, a sua volta, si ritiene danneggiata dalla comunicazione che l'azienda romana inviò ai circa 1300 tabaccai invitandoli a sospendere seduta stante i pagamenti alla Cooperativi. Cosa che i gestori dei punti vendita fecero volentieri e hanno continuato a fare fino a oggi tenendosi i soldi nel cassetto. «Atac Spa è pronta a valutare tutte le offerte che la Cooperativa tabaccai formulerà per la risoluzione della questione - fa sapere ora l'azienda - ad oggi però non risultano offerte formali. E' evidente che per la tutela del patrimonio aziendale non si è potuto intervenire sull'iter giudiziale intrapreso». Si teme il giudizio della Corte dei Conti ma non si esclude però la possibilità di un accordo, «qualora Atac dovesse ricevere offerte formali valuteremo senz'altro le soluzioni per concludere un'annosa vicenda nel rispetto degli interessi aziendali».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it