ROMA Le novità scatteranno dal primo gennaio 2011, ma l'attesa degli interessati è forte. Così ieri l'Inps ha diffuso la circolare 126 che contiene le istruzioni per applicare le norme in materia di pensioni e invalidità contenute nella manovra estiva. Al centro dell'attenzione c'è naturalmente il nuovo regime delle finestre di uscita, che si applica sia ai pensionamenti di vecchiaia che a quelli di anzianità.
Nel 2010 non cambia nulla. Innanzitutto l'istituto ricorda che non ricadono nel nuovo sistema coloro che nel corso di quest'anno hanno conseguito o conseguiranno i requisiti per la pensione, anche se l'effettiva apertura della finestra è prevista nel 2011. Dunque a loro si continueranno ad applicare le regole precedenti (due o quattro finestre "fisse" l'anno, invece di un periodo di attesa uguale per tutti e pari a 12 mesi per i lavoratori dipendenti e 18 per gli autonomi).
Si esce il primo del mese. La circolare precisa che il periodo di 12 o 18 mesi va inteso nel senso che la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il periodo termina. Quindi se un dipendente matura i requisiti il 15 febbraio 2011, andrà in pensione da marzo 2012.
Chi si salva e chi no. Le novità non si applicano a chi alla data del 30 giugno aveva in corso il periodo di preavviso maturando i requisiti entro la data di cessazione del rapporto di lavoro; ai lavoratori che al 31 maggio erano in mobilità o titolari di prestazione dei fondi di solidarietà (per un massimo di 10 mila persone). Il nuovo regime vale anche per le pensioni derivanti da totalizzazione dei contributi (che invece fino al 2010 accedono alla pensione senza alcuna attesa). Toccati dalle novità anche i fondi speciali dell'Inps, come il Fondo volo o quelli delle Ferrovie dello Stato, con l'unica eccezione di quello del Clero: i sacerdoti continueranno ad accedere alla pensione immediatamente. Infine la circolare si pronuncia su un tema non specificato nella legge, precisando che le lavoratrici le quali optano per il sistema di calcolo contributivo e quindi (fino al 2015) possono andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi continueranno ad usare le vecchie finestre.
La ricongiunzione si paga. Un'altra novità è invece già scattata dal primo luglio; per le istanze presentate dopo quella data, la ricongiunzione verso il fondo lavoratori dipendenti dell'Inps (da altre forme previdenziali) non sarà più gratuita ma onerosa.