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Pescara, 23/06/2026
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25/09/2010
Il Messaggero
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La Stati parla, più delicata la posizione di Chiodi. Confermata la frase chiave: «Presidè, lui pensava di fare affari all'assessorato all'ambiente» |
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PESCARA - Quella di ieri è stata forse la giornata decisiva per l'inchiesta sui rifiuti che ha fatto finire ai domiciliari l'assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio, e messo sotto inchiesta, sempre per corruzione, anche i due senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano e il sindaco di Teramo Mauro Brucchi. Davanti ai tre magistrati del pool della procura l'interrogatorio dell'ex assessore regionale Daniela Stati, indagata per favoreggiamento, è durato circa tre ore ed ha segnato la svolta dell'inchiesta, nel senso che ha consegnato nelle mani del procuratore Trifuoggi e dei sostituti Mantini e Varone, quella confessione che mancava. Quella conferma che diventa una prova regina e finisce per blindare le accuse già di per sé forti che la procura ha confezionato a carico dei due arrestati e dei due senatori, impegnati a realizzare, contro le norme, la legge e in maniera completamente illecita, il termovalorizzatore a Teramo solo per favorire l'imprenditore Di Zio. Un affare da cento milioni di euro. Ma l'interrogatorio di ieri costringe forse la procura a riesaminare meglio anche la posizione del presidente della giunta Gianni Chiodi, fino ad ora non indagato, anche se fortemente in bilico. Chiamato in causa più volte da intercettazioni che lo mettono in una posizione molto critica: di chi, per intenderci, quantomeno sapeva bene cosa stesse accadendo intorno all'affare rifiuti e agli interessi collegati. Intercettazioni allegate all'ordinanza i cui contenuti sarebbero stati confermati in toto dalla Stati. Dalla frase «comunque sono una banda organizzata di delinquenti» al colloqui con Chiodi: «Presidè, io te lo dico francamente... se lui pensava di venire a fare gli affari, come ha più volte cercato di fare, anche all'assessorato all'ambiente dove stanno i rifiuti, io devo fare il bene dell'Abruzzo». «Questa mattina - ha detto il procuratore Nicola Trifuoggi - l'ex assessore Daniela Stati ha chiarito la sua posizione e reso nuove dichiarazioni molto interessanti ai fini delle indagini». Poche battute che non lasciano dubbi interpretativi: vuol dire che quello che il 6 novembre dello scorso anno la Stati non aveva voluto rivelare, finendo sotto inchiesta per favoreggiamento, ieri ha sviscerato, dando ai magistrati altri elementi ritenuti "molto interessanti". Insomma la strategia della procura ha funzionato. Indagare per favoreggiamento la Stati ha fatto sì che l'esponente politico, peraltro già in rotta di collisione con il suo partito, avesse l'opportunità di chiare la sua posizione e nello stesso tempo, con la sua difesa, accusare i veri protagonisti dell'inchiesta. E non è escluso che già da domani la posizione della Stati venga stralciata per avviarsi verso una richiesta di archiviazione dopo aver svolto un ruolo determinante ai fini dell'accertamento della verità. Le intenzioni della Stati erano chiare già da tempo: da quando fu costretta a lasciare il partito. Prima di entrare in procura aveva detto: «Sono pronta a rispondere a tutte le domande dei magistrati». Non tralasciando un fendente ai suoi ex di partito: «Ho letto questa mattina della solidarietà a Venturoni. Bravi. Evidentemente ci sono assessori di serie A e di serie B e io faccio parte di una serie che non serviva». E poi ancora dopo l'interrogatorio: «Non posso parlare delle indagini che sono ancora in corso, ma posso parlare di quella politica che tanto male mi ha fatto e della solidarietà, anche a livello nazionale, che oggi dà ad un assessore che lo era tanto quanto me. Oggi Quagliariello, ieri tutta la politica nazionale si è scomodata per un assessore in difficoltà: perché per Daniela Stati nessuno si è scomodato? Servivo tanto quanto gli altri assessori o io davo così tanto fastidio? Se qualcuno pensava di aver tirato fuori la Stati dalla politica si sbagliava: difenderò il mio nome e il mio territorio con le unghie e con i denti».
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