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Data: 25/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Montecarlo/1 - Il ministro di Santa Lucia: «La lettera è autentica» Conferenza stampa di tre minuti: la casa di Montecarlo è di Tulliani

ROMA - La lettera è autentica. Il documento che attribuisce la titolarità delle società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd a Giancarlo Tulliani non è una «patacca».
Non dura neppure cinque minuti la conferenza stampa Lorenzo Rudolph Francis, ministro della Giustizia di St. Lucia, l'uomo che il 16 settembre ha firmato il documento indirizzato al capo del governo e al ministro delle Finanze dell'isola caraibica per dire che il beneficiario di quelle due fiduciarie con sede nel paradiso fiscale è il cognato di Gianfranco Fini. Una è la società che ha comprato per 300 mila euro da An l'appartamento di Montecarlo, l'altra quella che, poco dopo, l'ha acquistato per 30 mila euro di più, per poi affittarlo allo stesso Tulliani.
Ma il ministro aggiunge altro e fa riferimento alla presenza dei «servizi segreti italiani nell'isola». Notizia già circolata e destinata a suscitare nuove polemiche.
La lettera, pubblicata dai quotidiani di Santo Domingo "Listin Diario" e "El Nacional", era finita sulla stampa italiana, per essere definita «una bufala» da Tulliani e "una porcata" dal Presidente della Camera. Ma ieri il ministro di St. Lucia non ha lasciato margini al dubbio: «La lettera è autentica - ha detto in conferenza stampa - ho deciso di scriverla al primo ministro per informarlo su una vicenda che rischiava di danneggiare l'economia dell'isola. L'attenzione dei giornalisti italiani e, pare, la presenza dei servizi segreti, stava danneggiando la reputazione della piccola isola, che vive della sua riservatezza sulle vicende fiscali dei clienti. Certo, forse, la danneggia di più la pubblicazione di un documento che doveva restare all'interno degli uffici del governo. Non so - conclude Francis - come la lettera che ho scritto al primo ministro sia finita nelle mani dei giornalisti che l'hanno pubblicata».
A poco serve la nota ufficiale del governo, diffusa dalle agenzie poco dopo la conferenza stampa: «Sulla Printemps Ltd e la Timara Ltd non possiamo fornire alcuna informazione: questi sono dati confidenziali sulle società - si legge nella nota sottoscritta da Danny Labourne, dello staff del primo ministro di Santa Lucia King Stephenson dice - non diamo informazioni, questi dati non sono pubblici, sono confidenziali». Ormai per tutti le due società offshore sono del cognato di Fini. Il portavoce ha ribadito che, a seguito della pubblicazione «da parte della stampa internazionale» della lettera in cui il ministro spiega che dietro le società offshore ci sarebbe Tulliani, è stata avviata un'inchiesta interna. Perché il documento doveva rimanere riservato. Ma interpellato sulle due società, tassello importante per comprovare la verità delle informazioni contenute nella lettera, il portavoce dichiara che si tratta di informazioni confidenziali. Saint Lucia, del resto, custodisce attentamente le notizia sulle proprie società e sui propri clienti, come altri paradisi fiscali.
I dubbi sull'autenticità del documento erano stati avanzati anche da "il Fatto quotidiano" che, dopo avere intervistato Francis, puntava sui caratteri dell'intestazione della lettera "Attorney general's Chambers" assolutamente differenti rispetto a quelli dei documenti ufficiali. Non solo. Dalle colonne del quotidiano la stamperia "governativa" dell'isola smentiva la paternità della lettera. Una risposta ai dubbi è arrivata invece da Denny Inglis, assistente del manager della National Printing di St Lucia: a "La stampa", ha spiegato che alcune volte i singoli ministeri realizzano per conto proprio i documenti, attraverso un format digitali.
Ma sono soprattutto le parole di Francis a fugare ogni dubbio. Adesso resta l'attesta per il videomessaggio annunciato dal presidente della Camera. Un documento nel quale Fini fornirà la sua versione dei fatti.
La procura di Roma, titolare di un fascicolo contro ignoti per truffa aggravata in relazione alla svendita dell'appartamento di Montecarlo, intanto, cerca di tenersi lontana da polemiche e indiscrezioni. L'ipotesi dell'apertura di un fascicolo di indagine, sul presunto dossieraggio che punta a colpire Fini, sarà valutata solo in presenza di una circostanziata denuncia. O davanti ad «atti ufficiali provenienti dagli organismi competenti». Non bastano le semplici notizie di stampa. Il procuratore capo Giovanni Ferrara e l'aggiunto Pierfilippo Laviani sono ancora in attesa dal Principato di Monaco delle altre carte sollecitate con un supplemento di rogatoria, inoltrato nei giorni scorsi. Si tratta di documenti di tipo fiscale e delle stime del valore dell'immobile, effettuate in sede di successione.


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