PESCARA. Si sono ritrovati insieme a Como all'assemblea per i 60 anni della Cisl della città lombarda. Franco Marini e Raffaele Bonanni, seduti gomito a gomito, hanno potuto anche visivamente smentire le voci rilanciate da alcuni quotidiani che volevano i due uomini politici, entrambi abruzzesi, in rotta di collisione sulle vicende del Pd, con un Bonanni regista della scissione della fronda dei popolari e un Marini infuriato. «Escludo ogni interferenza di Bonanni nelle vicende interne del Pd», ha affermato l'ex presidente del Senato Marini «I rapporti con Bonanni sono corretti», ha insistito Marini «il dialogo tra noi è continuo a partire dai temi del lavoro e della crisi economica. Anche oggi siamo qui insieme di fronte a una grande assemblea di lavoratori di Como».
Netta anche la smentita di Bonanni: «Non ho nessuna intenzione di fare politica né tantomeno di ingerire nelle vicende interne di un partito. Il segretario generale della Cisl ha ribadito che con Marini i rapporti sono ottimi e che con lui si è «sempre consigliato e si consiglierà sempre». «Se ho rapporti solidi con alcuni politici», ha poi spiegato, «sono quelli con i quali ho condiviso l'esperienza sindacale e in particolare quella nella Cisl. Per le funzioni che svolgo non mi permetterei mai di entrare in vicende politiche. Alla politica chiedo di entrare in una logica riformatrice. Non ho intenzione di fare politica e tanto meno di ingerire nelle vicende interne di un partito. Le cose scritte in questi giorni su alcuni quotidiani non sono vere». Più tardi Bonanni è tornato sulla questione parlando a Paestum a "Sud Camp 10" la manifestazione organizzata dall'area di Enrico Letta. «Io pilotare una scissione del Pd? Questi sono i "pci-ini" della politica che per giocare le loro piccole partitelle, mettono dentro cose che non c'entrano». «Stiano tranquilli tutti», ha concluso il segretario della Cisl «non c'entriamo nulla con la politica ed io resterò fino all'ultimo giorno utile a dirigere la Cisl».
Ieri in un'intervista alla Stampa è stato anche Beppe Fioroni che smentisce marce indietro della sua corrente («Noi vogliamo fare la minoranza che contribuisce con le proprie battaglie a migliorare la linea del segretario»), ma smentisce anche l'ipotesi della nascita di un nuovo partito con la «benedizione del leader della Cisl Bonanni».
«Chi mette in giro queste cose», ha detto Fioroni, «deve chiedere scusa a Bonanni che guida un grande sindacato che sta cambiando l'Italia, senza l'appoggio di proposte serie che il Pd non ha ancora messo in campo». «Immutati» stima e affetto Fioroni esprime per Marini, ma, ha concluso, «voglio fare in modo che non ci sia più una platea del Pd che lo attacca e non lo sostiene».