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Data: 25/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pedaggio sul Raccordo: l'Anas va avanti, la Regione si propone come gestore

Mentre l'Anas va avanti con la sua gara d'appalto per il "tele-pedaggio" su autostrade e raccordi autostradali di sua competenza, nel mondo istituzionale romano si continua a dicutere (e litigare) sul modo di evitare l'introduzione del balzello sul Gra. Se il dossier del Campidoglio, presentato dal vice sindaco Mauro Cutrufo, considera il grande raccordo anulare «una strada cittadina», quindi non sottoponibile a pedaggio», la Regione vuole mettere in pratica la "romanizzazione" del Gra. «Su indicazione del presidente Polverini ho scritto oggi una lettera al ministro Matteoli e al presidente dell'Anas Ciucci - annuncia l'assessore regionale ai trasporti, Luca Malcotti - chiedendo un tavolo di confronto per valutare l'attribuzione della competenza sul Grande raccordo anulare e sulla Roma Fiumicino alla Regione Lazio». La Regione, sottolinea Malcotti, «è pronta a prendere in carico queste infrastrutture, che sono ormai in maniera indiscutibile al servizio della città e della sua provincia». Dall'opposizione, il capogruppo regionale Idv, Vincenzo Maruccio, assicura a Malcotti «l'appoggio in questa operazione, sperando che la sua non sia l'ennesima finta».
Nel frattempo, in attesa che anche la Camera si pronunci sul decreto legge che comprende i pedaggi dell'Anas, Gianni Alemanno ribadisce che «per i cittadini romani che si spostano da un quartiere all'altro non c'è nessun pedaggio», e invita il centrosinistra a «smettere di fare terrorismo» su questo tema. Replica Enrico Gasbarra, deputato Pd ed ex presidente della Provincia: «Essere accusati di fare terrorismo da chi voleva distruggere con l'auto i caselli sul Gra farebbe sorridere amaro se non fosse che stiamo parlando di milioni di cittadini che dovranno subire una nuova tassa, senza ricevere alcun nuovo servizio».

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