Milano. Continua la corsa della Lombardia verso la liberalizzazione della rete ferroviaria. E non mancano operatori privati stranieri pronti a fare concorrenza a Trenitalia. In previsione del completamento, entro il 2008, di alcune infrastrutture, infatti, l'ipotesi di un'apertura del servizio si fa sempre più concreta. Ieri la commissione Territorio della Regione Lombardia ha aperto un tavolo di confronto con alcuni operatori internazionali, pubblici e privati, che gestiscono il trasporto ferroviario in diversi Paesi europei. E uno di questi, il britannico Arriva, già presente in Italia nel trasporto privato su gomma, ha dichiarato il suo interesse nell'integrare il business su strada con quello su rotaia, partendo dalla Lombardia e allargandosi ad altre regioni, se le liberalizzazioni si estendessero.
«La normativa sia a livello europeo sia nazionale sulla liberalizzazione c'è già - afferma il presidente della commissione Territorio, Marcello Raimondi -. E l'Italia, come altri Paesi del Sud dell'Europa, è indietro, quindi sarebbe il caso di accelerare in questa direzione. La liberalizzazione, con il potenziamento di alcune infrastrutture, entro il 2008 potrebbe migliorare davvero la qualità del servizio in Lombardia. E' tempo ormai - prosegue Raimondi - che la Regione affronti la questione e valuti seriamente la possibilità di affidare ad altri gestori il servizio ferroviario. Abbiamo invitato alcune aziende straniere per capire e verificare modelli alternativi come quello tedesco dove esiste una gestione mista tra pubblico e privato che ha procurato un notevole miglioramento del trasporto pubblico locale, specie quello pendolare».
Un sistema di gestione misto pubblico-privato sarebbe auspicabile, dunque, non solo in Lombardia, ma in tutta Italia «considerato anche - aggiunge Raimondi - che il servizio di Trenitalia non si sta dimostrando molto efficiente, soprattutto nel trasporto regionale».
E, mentre l'italiana Ansaldo-Breda annuncia un accordo con le Ferrovie Nord per la fornitura di 44 nuovi treni, ad alta tecnologia che saranno operativi entro il 2007 (ai quali se ne aggiungeranno altri 26 in una seconda tranche), un altro operatore questa volta straniero, si fa avanti: il britannico Arriva, attivo nel trasporto ferroviario e su gomma, che è già il primo operatore nel servizio su strada in Italia (è presente in Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia) con più di 2mila veicoli, oltre 3mila dipendenti e un fatturato di oltre 248 milioni di euro.
«Siamo molto interessati all'Italia-spiega l'amministratore delegato di Arriva, David Robert Martin - uno dei mercati con il numero maggiore di utenti di servizi ferroviari in Europa. Pensiamo che la gestione statale possa concentrarsi sul miglioramento del servizio a lunga distanza; mentre noi potremmo aiutare Trenitalia nei collegamenti regionali. Possiamo dimostrare che in tutti i Paesi europei in cui operiamo la puntualità e l'affidabilità dei nostri treni sono mediamente il 10% più elevate di quelle dei treni statali grazie a una strategia focalizzata sulle esigenze del cliente e sull'offerta di servizi di massima qualità. Le nostre tariffe sono integrate con quelle definite a livello nazionale, ma offriamo sempre molte promozioni».
E i risultati sembrano premiare gli sforzi della società: «Solo per fare qualche esempio - aggiunge Martin - nel Regno Unito il numero dei nostri passeggeri è cresciuto del 40% negli ultimi sei anni e in Portogallo raddoppia ogni anno. Per quanto riguarda l'Italia vorremmo iniziare dalla Lombardia per poi eventualmente allargarci al resto del Nord, integrando il business su strada con quello su rotaie, ma siamo interessati anche a tutte le altre regioni».