Non mollano. I No Filovia anche ieri sono rimasti a presidiare la strada parco, in zona Naiadi: da tre giorni e tre notti sono lì, davanti alle transenne del cantiere della filovia, che così non riesce ad avanzare verso sud. E, ieri pomeriggio, quando i camion hanno provato ad aggirare la postazione ovvero a sistemare un nuovo cantiere più a sud, i manifestanti in bicicletta sono corsi anche lì, a bloccare il nuovo fronte. Chiedono la sospensione dei lavori della filovia, in attesa che sia aperto il tavolo tecnico sulle loro proposte: percorso alternativo; sperimentazione del servizio con bus elettrici. Una lotta disperata, per un'opera già appaltata e avviata. «Questo mezzo in altre città viaggia con motore ibrido: perchè spendere tutti questi soldi pubblici per pali e fili elettrici, senza conoscere la reale utilità di un'opera che così ha un impatto irreversibile?» è una delle perplessità del signor Ivano Angiolelli. Tra i manifestanti a difesa della strada parco ieri c'era anche una ultracentenaria. «Vengo qui a passeggiare tutti i giorni», dice Maria Pellino, classe 1909. Una delegazione del coordinamento No Filovia domani andrà in consiglio comunale; l'incontro con il presidente Gtm Michele Russo dovrebbe esserci lunedì. «Accogliamo con favore l'invito del presidente Russo a un incontro chiarificatore- fanno sapere- sulle criticità, ambiguità legate al progetto. Ma invitiamo ad esibire finalmente il progetto esecutivo nel dettaglio, contratto d'appalto integrale, di subappalto, documenti sulla procedura di aggiudicazione, conto economico sul rapporto costi-benefici. La mancanza di trasparenza in questi anni è stata la principale causa di confusione e disinformazione. Un atteggiamento che risulta contrario alla legislazione sulla trasparenza degli atti pubblici».