I BUONI propositi di spostare quote di traffico privato sui mezzi pubblici saranno chimere, con i tagli governativi ai trasferimenti alle regioni: in Emilia Romagna, ammontano a 350 milioni il prossimo anno e a 400 nel 2012. Infatti, la sforbiciata colpirà in particolare i trasporti, con 70 milioni in meno, e le ripercussioni saranno pesanti. Meno corse: si parla di una su cinque tagliate, fra treni e bus. Mezzi più vecchi e più affollati. Aumenti delle tariffe: si dà per scontata la corsa semplicea 1,20 euro, magari nell'ambito dell'istituzione del biglietto unico col prossimo sistema «Stimer». Più congestione e più inquinamento. Ma non andrà meglio nemmeno a chi sarà costretto a viaggiare in auto, visto che i tagli colpiscono anche la manutenzione delle strade. I 10 milioni annui che la Regione passava alle Province per la manutenzione sono stati azzerati, con intuibili conseguenze sullo stato dell'asfalto e sulla sicurezza. Il quadro che ieri l'assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri ha tracciato è impietoso. «Il taglio teorico è del 59% - spiega -, ma è evidente che non possiamo dimezzare i trasporti. Già un salasso del 15%-20% risulterebbe insostenibile». La ricetta è quindi fare pressioni sul Governo perché allenti la morsa della finanza e dall'altra, fatta salva la sanità che non si può toccare, imporre un giro di vite agli altri settori di spesa regionale per liberare soldi da devolvere a treni e bus. Spetterà a Vasco Errani il lavoro di fino per limare risorse dagli altri dicasteri, ma sicuramente occorrerà anche ripensare tutto l'impianto dei trasporti cercando di non rinunciare a troppe cose. Ieri è cominciata la consultazione con l'assessore Peri che ha riunito tutte le istituzioni competenti in materia di mobilità per illustrare lo stato delle cose. Poi toccherà alla giunta che entro fine ottobre dovrà avere chiaro il perimetro della manovra. Infine, si nutre qualche speranza che l'azione di tutte le Regioni nei confronti del Governo muti il quadro dei tagli. L'unica nota positiva riguarda le tariffe ferroviarie: «Non saranno ritoccate con l'orario invernale - assicura Peri -. Già erano state aggiornate in agosto».