SE NE PARLA da almeno dieci anni, ma nessuno ha evidentemente il coraggio di compiere l'atto decisivo per percorrere l'ultimo miglio. Gli addetti ai lavori assicurano che sì, alla fusione tra l'azienda provinciale Atp e quella comunale Amt si stia realmente e concretamente lavorando. E che, presto, conosceremo le novità della partita. Una partita che in realtà si gioca da un tempo infinito, e il cui fischio finale si è sempre perso nei meandri degli interessi politici che mirano a mantenere preziosi posti nei consigli di amministrazione di entrambe le aziende. Però a rimetterci, inevitabilmente, sono i conti. L'unificazione delle due realtà costituirebbe il primo passo verso la creazione della grande azienda unica regionale e per lanciare la nuova partita dell'integrazione tra ferro e gomma, tra bus e treni. Le prospettive potrebbero essere allettanti. In termini di economie di scala sul fronte degli acquisti, in termini di facilitazione delle possibilità di spostamento e di personalizzazione delle tariffe degli utenti, in termini di marketing, ma anche per rendere meno pesante il costo di quella parte di personale che, per ragioni di salute, non può più condurre un mezzo pubblico e deve essere ricollocato ad altra mansione. A temere di perdere potere pare che sia, soprattutto, la Provincia. La creazione di un'unica azienda rischia di centralizzare il governo del trasporto pubblico sul Comune della città capoluogo, limitando notevolmente il ruolo dell'altro ente. La perdita di preziosi posti nel consiglio (una realtà nuova non potrebbe che portare a una riduzione dei posti) crea più di una perplessità a più d'un membro della giunta di Alessandro Repetto. Detto questo, le voci ufficiali parlano di un tavolo di lavoro che starebbe affrontando la possibilità di studiare azioni di collaborazione future. Pacchetti speciali per chi usa i mezzi di entrambe le aziende, soluzioni tariffarie in grado di agevolare il movimento dei turisti in riviera e nell'entroterra. Per ora, però, l'unico matrimonio tra l'azienda dei bus comunale e l'omologa provinciale è quello appena rotto. Dopo molti anni di collaborazione, dal 13 settembre i mezzi Atp non vengono più riparati dagli addetti alla manutenzione di Amt. L'azienda provinciale farà da sé e si doterà di proprio personale, mentre i dipendenti di Amt fino ad oggi distaccati nelle officine periferiche sono già tornati nelle rimesse cittadine per occuparsi dei giganti di Amt. Una decisione consensuale alla quale si è arrivati di recente. Che non fa presagire nulla di buono sul fronte dell'integrazione. E l'azienda unica regionale rimane un sogno. Foto: Si profila una "stangata" per i genovesi che usano gli autobus