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Pescara, 18/04/2026
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Data: 01/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pedaggi, a maggio gli aumenti su Raccordo e Roma-Fiumicino. Alemanno: ok all'ordine del giorno per salvare i pendolari, si intervenga in Finanziaria

ROMA - Scatterà a maggio la sovrattassa sul grande raccordo anulare e sulla Roma-Fiumicino, oltre che sui 1.300 chilometri di autostrade gestite dell'Anas. La Camera - nonostante il fuoco di sbarramento del Pd - ha approvato ieri il decreto sui pedaggi. Per i romani, se non cambieranno le cose, si tratterà di una stangata di circa 30-40 milioni di euro, mentre l'operazione vale complessivamente per l'Anas circa 300 milioni. C'è da dire però che il Pdl, consapevole della valanga di critiche, ha anche fatto approvare un ordine del giorno, collegato al decreto, che impegna l'esecutivo ad intervenire a favore dei pendolari, «escludendo dal pedaggiamento determinati tratti di raccordi autostradali o prevedendo forme di esenzione». Bisognerà ora vedere come questo impegno, che riguarda proprio chi viene a Roma per lavorare o studiare, si tradurrà in atti concreti, se cioè il Governo e i ministeri competenti individueranno gli strumenti adatti ad escludere i pendolari dalla sovrattassa. Di fatto il pressing su Tremonti è già cominciato. «Cercheremo di introdurre la norma salva-pendolari - spiega al Messaggero Barbara Saltamartini - già con la prossima manovra perchè siamo consapevoli degli oneri. In alternativa pensiamo anche alla "regionalizzazione" del Gra e della Roma-Fiumicino per sottrarli al balzello Anas. E in terzo luogo, all'utilizzo, se i primi due interventi non andranno in porto, dei fondi derivanti dai pedaggi per investimenti infrastrutturali nelle zone da cui provengono». Il Pd non crede però che l'ordine del giorno sia cogente per il governo: «è solo carta straccia».
Va detto subito che nel decreto non sono previsti pedaggiamenti all'interno del Gra. Per chi sposta da una parte all'altra della città, ad esempio dall'Eur alla Cassia, nessun rincaro quindi, mentre i caselli interessati agli aumenti - si legge ancora nel decreto - saranno: Roma Nord e Fiano Romano sull'A1; Roma Est, Lunghezza, Settecamini e Ponte di Nona sull'asse per l'Aquila; Roma Sud sull'Autostrada del Sole; Roma Ovest e Maccarese Fregene sulla Roma-Fiumicino. Rincari quindi per migliaia di pendolari e per chi viaggia sulla Roma-Fiumicino, dove sarà installato dall'Anas un sistema di pedaggiamento senza barriere. Un dpcm stabilerà gli importi degli aumenti.
L'opposizione ha sparato a zero sul provvedimento approvato. Michele Meta critica non solo la misura che colpisce duramente la Capitale, ma il provvedimento nel suo complesso che «mette le mani nelle tasche dei cittadini e non favorisce la mobilità». Durissimo Enrico Gasbarra che boccia il sindaco Alemanno, reo di non aver difeso i romani dallo «scippo». «Sarà il regalo ai romani per il terzo anniversario di Alemanno sindaco».
Il sindaco di Roma respinge le critiche e come tutto il Pdl fa quadrato, puntando sull'ordine del giorno approvato che potrebbe, il condizionale è d'obbligo, "salvare" i pendolari. Del resto, dice Alemanno, non sarebbe stato possibile approvare un emendamento soppressivo perchè «avrebbe fatto decadere il decreto e creato problemi ai lavoratori Tirrenia». Al contrario, aggiunge, aver approvato un ordine del giorno «apre una strada concreta: il governo ha preso un impegno a rivedere la questione del balzello, che, ci tengo a precisare, non riguarda i romani ma i pendolari». Il sindaco individua come prossimo passaggio per la soluzione della vicenda «la prossima legge finanziaria, che sarà approvata entro l'anno e quindi ci permetterà di intervenire molto prima dell'entrata in vigore delle norme». Sulla stessa linea la Polverini: «Ci impegneremo perchè con i prossimi provvedimenti del governo si salvaguardino i pendolari del Lazio».

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