MONTESILVANO - Tutto come da copione: la seduta consiliare di ieri pomeriggio a Montesilvano è stata disertata dalla maggioranza. Ai 16 presenti, tutti dell'opposizione (c'erano anche Biferi dell'Udc, che dovrebbe essere defenestrato dal partito, i ribelli Stefania Di Nicola, Adriano Tocco e Paolo Cilli) il presidente del consiglio Vittorio Catone ha annunciato le dimissioni del sindaco, impegnandosi a trasmetterle in Prefettura. Così da ieri sono scattati i 20 giorni entro i quali Cordoma potrà ritirarle.
Pesanti a quel punto le dichiarazioni di Odoardi, che ha accusato il primo cittadino «...per aver accettato esponenti della passata amministrazione come Rosaria Parlione, Emidio Di Felice, Emilio Di Censo, Giuseppe Menè e qualche altro. Il suo è stato un tradimento e non quello dei cosiddetti ribelli». Essendo venuto meno il numero legale, Catone ha poi sospeso il consiglio, anche perchè, data la situazione, i consiglieri non avevano ritenuto opportuno procedere alla nomina del Cda dell'azienda speciale. Ma in piazza le polemiche sono continuate. Riccardo Padovano, presidente degli stabilimenti balneari: «La scelta di 4 o 5 consiglieri mette a rischio tutta l'attività turistica; si blocca il piano spiaggia e noi operatori del settore non potremo programmare per la prossima stagione». Nel loro documento i "ribelli" ovviamente addossano tutte le colpe al sindaco: è stato lui a creare divergenze e dissapori, che hanno portato a votare contro il bilancio, oltre a noi, anche uno dell'Udc ed un altro di Rialzati Abruzzo. «Questo avrebbe dovuto farlo riflettere - sostengono - Ora auspichiamo che il direttivo regionale del Pdl, in cui militiamo, intervenga per il bene del partito ed della città». «Si considerano ancora del Pdl - ribatte Luigi Marchegiani - ma votano contro. Non è una contraddizione?». E con lui tutta la maggioranza ricorda le tante opere realizzate e quelle che con il commissario saranno bloccate come i lavori su via Lazio, via Emilia, via Vestina, via Cavallotti ed altre strade. «Probabilmente i 4 non si sono resi conto del danno procurato alla città» conclude Marchegiani. E Ermanno Falco, definendo irresponsabili le prese di posizione dei ribelli, ricorda loro la totale adesione alle scelte nel "conclave" di Carpineto, che oggi gli stessi calpestano. Ma le dimissioni di Cordoma sono ricollegabili alla vicenda della Ecoemme? Nè Brocchi, nè Odoardi se la sentono di ravvisarvi un qualche collegamento. Adesso bisogna aspettare i fatidici 20 giorni per sapere come andrà a finire.