ROMA - Per favore, non chiamateli «non romani». Partono ogni mattina da Lunghezza, da Maccarese, da Ponte di Nona, per studio, per lavoro o per necessità, e sono almeno in sessantamila. Partono da quartieri che in molti casi sono addirittura all'interno del territorio ufficiale del Comune di Roma, il più esteso d'Europa, ma non per questo potranno sfuggire alla logica bieca del Pedaggio, non per questo potranno sottrarsi a quella che già vivono come una colossale ingiustizia.
Dicono che per loro funzioneranno i caselli autostradali già esistenti, che l'odioso sovrapprezzo sarà applicato alla sbarra, così potranno godersi meglio, poi, la coda che li aspetta, per il lavori a Nord Ovest, per le strozzature sulla Tiburtina, perché molte mattine il Portonaccio è un miraggio. Stanchi, a sera, riceveranno lo stesso trattamento: uno scherzo da almeno 500 euro l'anno a persona se verranno confermate le misure già annunciate.
Non chiamate «non romani» neppure i duecentomila di Ostia, che se per venire a Roma sceglieranno la Roma-Fiumicino anche loro saranno puniti. Senza neppure lo sforzo di un casello autostradale: saranno le telecamere, molto probabilmente, a sorvegliarli. Che poi queste telecamere sono un'altra beffa: c'è un bando di concorso su scala nazionale, un appalto da 150 milioni da assegnare. Sapete che vuol dire? Che solo per installarle se ne andrà quasi la meta del gettito previsto da queste misure: 335 milioni di euro.
Telecamere ma non solo, perché a questa baraonda non c'e fine: a parte il classico telepass da Raccordo, si stanno studiando forme di pagamento, con il cellulare oppure attraverso dei crediti da acquistare su Internet e da scaricare a ogni passaggio, o ancora con quello che tutti chiamano il «bollino svizzero» perché viene adottato in tutta la Svizzera. Compri questo bollino ogni anno e stai a posto, anzi stanno a posto loro.
E così a primato aggiungere primato. Finalmente saremo la prima grande capitale europea con un raccordo anulare a pagamento. A Parigi, a Londra, a Berlino, per non dire di Madrid e Barcellona, se lo sognano. Certo, si staranno chiedendo anche quale colpo d'ingegno ci vorrà non solo per organizzare i caselli, non solo per mettere le videocamere sulla Roma-Fiumicino, ma anche per punire gli inadempienti. Cosa ha in mente l'Anas? Un bollettino postale da un euro ogni infrazione accertata, con tanto di Iva e mora annesse? Oppure si deciderà a chiedere soldi solo dopo un tot di infrazioni? E saranno previste multe?
Nessuno lo sa, tanto meno il povero Forzato del Raccordo. Figuramioci i forestieri, e per forestire non diciamo solo gli stranieri ma anche un poveraccio che semplicemente arriva da un altro scalo italiano e prende una macchina all'aeroporto. Chi gli dirà come stanno veramente le cose?
E' una gran brutta storia, questa del Pedaggio. Una storia di inadempienze, di piccole e grandi vessazioni, di misure illogiche e antieconomiche. E continuano a non dirci, i Signori Pedaggisti - neanche oggi, neanche dopo l'approvazione del decreto - cosa ci faranno con quei soldi. Le infrastrutture del trasprto nel Lazio ne avrebbero bisogno come il pane, ma finora è stato come grida al vento.