Amt: sciopero selvaggio. Quasi cinquecento lavoratori hanno deciso di non far uscire alcun mezzo dalle rimesse, dal primo turno, a metà pomeriggio.
L'assemblea dei lavoratori Amt - riuniti nella sala Cap di via Albertazzi, a Dinegro - ha votato a mezzanotte praticamente all'unanimità per lo sciopero selvaggio. Quasi cinquecento lavoratori stipati nella sala dell'Autorità portuale hanno deciso di non far uscire alcun mezzo dalle rimesse, dal primo turno, a metà pomeriggio. E di non far funzionare nemmeno la metropolitana, né il trenino di Casella. A fronte del numero spropositato di voti favorevoli, sono state solamente sette le mani alzate per il no. Tre o quattro quelli che si sono astenuti. Una goccia nel mare dei sì per lo sciopero selvaggio.
La decisione è arrivata nonostante la spada di Damocle del precetto prefettizio. Il prefetto Francesco Antonio Musolino, aveva annunciato già dal mattino la linea dura: il precetto degli autisti in caso di sciopero selvaggio. Quella di ieri mattina con i sindacati degli autoferrotranvieri, è stata la seconda riunione in Prefettura dopo quella convocata d'urgenza giovedì sera. E la linea del prefetto nei confronti dello sciopero di oggi, è stata per tutta la giornata uno dei pochi punti fermi di un quadro che ha preso corpo dopo la diffusione dei possibili, pesantissimi tagli a personale e servizio di Amt.
Il confronto, nel corso del quale sono state illustrate le conseguenze della manovra economica del Governo sull'azienda e sui suoi dipendenti, si è tenuto i giorni scorsi mettendo attorno ad un tavolo organizzazioni sindacali, dirigenza Amt e Comune.
In particolare, sono stati descritti i provvedimenti che Comune ed AMT intendono attuare per far fronte ad una riduzione delle risorse regionali di circa 20 milioni di euro l'anno - a partire dal 1 gennaio 2011 - ai quali secondo l'azienda si aggiungerebbero altri 15 milioni di deficit strutturale aziendale, per un totale di 35 milioni di euro in meno ogni anno.
Nel dettaglio - rimarcano i sindacati -:
- un taglio del 15% del servizio (fortissima riduzione del servizio serale e notturno e degli agenti unici, nonché abolizione dello straordinario...);
- la dichiarazione di esuberi strutturali per oltre 400 dipendenti in tutte le funzioni ed attività (autisti, graduati, operai, impiegati, capi e quadri...);
- un recupero di produttività (aumento dell'orario di guida effettiva, dilatazione dei nastri lavorativi e riduzione dei riposi annuali.) a carico dei dipendenti che potrebbe ridurre ancora l'occupazione, con ulteriori problemi di "esuberi";
- una possibile riduzione della parte aziendale della retribuzione (abolizione PQR, MBO, e Accordo Aziendale del 2008 che prevede 50 euro mensili per tutti e 100 euro mensili per i giovani.);
- un forte aumento delle tariffe per gli utenti che, a fronte del taglio dei servizi, scaricherebbero, come al solito, la loro "rabbia" sul personale di guida.
"Per noi tutto ciò è insopportabile e inaccettabile poiché significherebbe la riduzione degli occupati, il fortissimo peggioramento delle condizioni di lavoro del personale ed il venir meno di un servizio pubblico efficace per i cittadini - spiegano le organizzazioni sindacali.
Contro queste ipotesi abbiamo immediatamente attivato le procedure di raffreddamento previste dalla Legge 146/90 sugli scioperi nei servizi pubblici, per ottenere l'apertura di un tavolo di confronto regionale con l'obiettivo di salvaguardare per i lavoratori e per tutti i cittadini un servizio di trasporto pubblico oggi minacciato dai tagli del Governo e dall'inerzia fin qui registrata dalle istituzioni locali".