PESCARA. Microfoni sbattuti sul tavolo, monetine lanciate in aula, parapiglia tra consiglieri e l'opposizione che chiama la segreteria del prefetto fissando un appuntamento. Nella sala consiliare piena di cittadini, oltre 200, arrivati per dire no alla filovia, «Filò» - il più grande investimento sulla mobilità urbana dal dopoguerra ad oggi - i lavori si sono interrotti alle otto di sera tra le urla.
Ad accendere la seduta - «è stata una vergogna, uno scempio», raccontano - è stato intanto l'ordine del giorno presentato dall'opposizione per chiedere di sospendere i lavori della filovia iniziati all'altezza delle Naiadi. «Illogico, niente affatto funzionale, inutilmente costoso e del tutto inadeguato a centrare gli obiettivi prefissati»: così i consiglieri hanno bollato il progetto e hanno chiesto al consiglio, tramite il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, di sospendere i lavori e approfondire alcuni aspetti tecnici «non del tutto chiari». Intanto, nell'aula, sono comparsi tanti striscioni di protesta issati dal coordinamento che non condivide quel progetto. Nell'ordine del giorno, i consiglieri hanno chiesto di sospendere temporaneamente i lavori, per una decina di giorni, e aspettare le decisioni del tavolo tecnico. Ma l'aula consiliare, alle fine, ha bocciato l'ordine del giorno: 18 voti contrari contro 15 favorevoli, con il consigliere del Pdl Lorenzo Sospiri che ha cercato inutilmente di mediare. «Abbiamo calcolato il costo medio dei filobus recentemente adottati a Bari e la spesa è di 650 mila euro al chilometro, compreso l'acquisto dei rotabili», ha sottolineato Loredana Di Paola del coordinamento antifilovia.
«La Regione Abruzzo considera il filobus un mezzo ibrido a guida libera e ad alimentazione vincolata, al solo scopo di aggirare la normativa sulla via», hanno rimarcato ancora. Con Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, che ha aggiunto: «Quel mezzo è inadeguato per ridurre la mole di traffico e ridurre i livelli di inquinamento».
Archiviato l'ordine del giorno dell'opposizione, una nuova mozione di Acerbo sulla mobilità - biciclette e autobus - ha riacceso però l'aula, facendo riemergere l'argomento filovia e infiammando i consiglieri. Alle 19 è stata bagarre con il vicepresidente del consiglio Gianni Santilli che ha perso la bussola dell'aula consiliare, con il consigliere Carlo Masci che ha sbattuto sul tavolo un microfono e si è scontrato verbalmente con Acerbo e con il consigliere Pd Enzo Del Vecchio che ha chiamato la prefettura.
La filovia sta sfuggendo di mano, sta diventando un argomento incandescente e lunedì alle 13 l'opposizione sarà ricevuta dal prefetto insieme ad alcuni rappresentanti del coordinamento per trattare quindi il tema dell'ordine pubblico. Intanto, durante il consiglio, i manifestanti hanno ribadito le motivazioni del loro no al progetto.
«I primi documenti sulla filovia a Pescara risalgono al 1903», dicono Maurizio Biondi e Ivano Angiolelli, «chi ci dice che il sistema della palificazione non sia nocivo per i residenti del quartiere?». «Il filobus è fortemente impattante, corre a una velocità di 80 chilometri all'ora», insiste Roberto Barone, «la Strada parco invece è considerata una nicchia antropologica: i bambini scendono in strada a giocare, gli anziani e i disabili sono liberi di passeggiare lontano dal traffico. Ha un valore sociologico enorme e vogliono distruggerla». Le proteste non si fermano: oggi alle 17 da villa Sabucchi partirà la "catena umana".