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Pescara, 18/04/2026
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Data: 02/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Sì al filobus» e in aula scoppia la rivolta. Il centrodestra respinge l'ordine del giorno sullo stop ai lavori, la gente grida «vergogna»

Al grido di "vergogna vergogna", la protesta dei No Filovia è arrivata ieri dentro il Palazzo di Città. E al termine di una discussione di quasi due ore e mezza è arrivata la bocciatura dell'ordine del giorno presentato dai consiglieri di Rifondazione comunista e Pd. E' stato allora, quando il braccio di ferro sullo stop ai lavori è finito con 18 voti contrari e 15 favorevoli, che si sono infiammati gli animi: lì è scoppiata l'indignazione dei consiglieri di opposizione e della platea di cittadini raccolti nel Coordinamento No Filovia che, cartelli e striscioni alla mano, avevano riempito l'aula. Un'anticipazione della coda turbolenta in chiusura dei lavori: una mozione emendata del consigliere Acerbo, Prc (collegata al trasporto delle bici sui bus) avrebbe infatti potuto riaprire in extremis la possibilità di blocco del cantiere della filovia. Di fronte ai troppi banchi vuoti della maggioranza e intuendo che l'emendamento sarebbe stato approvato dall'opposizione, Gianni Santilli, che presiedeva la seduta, al momento della votazione ha tergiversato e poi, di fronte alla veemente reazione di Acerbo, ha dichiarato chiuso il Consiglio scatenando in aula una bagarre senza precedenti.
Tornando al confronto sul filobus, nel documento illustrato da Maurizio Acerbo si chiedeva al presidente della Gtm Michele Russo di verificare la possibilità di sospendere i lavori della filovia (secondo l'articolo 9 del contratto d'appalto) in attesa del tavolo tecnico di mercoledì che dovrà sciogliere i nodi sollevati dai manifestanti che da cinque giorni stanno presidiando il cantiere sulla strada parco, in zona Naiadi. Difendono la strada parco, i No Filovia, ma soprattutto chiedono di sospendere i lavori per sciogliere i nodi che intrecciano il progetto. Vogliono vederci chiaro: ieri una delegazione ha incontrato il presidente della Gtm Michele Russo da cui hanno preso in consegna faldoni e carte per "attrezzarsi" al faccia a faccia pubblico fissato per lunedì. «Riteniamo il cantiere illegittimo: i lavori sono partiti prima che venisse convocato il tavolo tecnico come disposto dal consiglio comunale del 14 giugno» ha detto Loredana Di Paola in assemblea al presidio. Lì sono stati esposti dubbi e perplessità che animano i manifestanti contro un'opera già appaltata e avviata. «La Regione ha motivato la non necessità della Valutazione d'impatto ambientale per il fatto che il filobus non viaggia a guida vincolata - ha detto Mario Sorgentone - eppure il finanziamento riguardava progetti a guida vincolata. Delle due l'una». «Per un'amministrazione pubblica è doveroso assicurare i cittadini che questi fili elettrici non facciano male alla salute» ha detto Ivano Angiolelli. Altra perplessità è sulla scelta del filobus che viaggia con pali e fili elettrici (che inciderebbero per il 67% dell'appalto costato 25milioni e 110mila euro). «A Douae, Amsterdam, Eindhoven -spiega Di Paola- il Phileas viene usato senza fili elettrici e serve lunghissimi tratti. Qui meno di 6 chilometri». «Stiamo scegliendo un mezzo antico - dice Ivano Angiolelli- che qui è costato 4 milioni a chilometro; 650mila euro a chilometro in altre città». Il comitato insiste a difendere l'oasi ciclopedonale. «Qui i bimbi giocano, si fa sport, gli anziani passeggiano - dice Roberto Barone -. Questa strada ha acquistato una funzione sociale che ora ci vogliono portare via per un'investimento che rischia di essere uno sperpero di denaro pubblico».
Mercoledì si riunirà il tavolo tecnico. «Finalmente, dopo 3 mesi di attesa c'è stata la convocazione del tavolo- commenta il consigliere Adele Caroli -. Per il sindaco è arrivato il momento di dialogare con i cittadini». Bocciato ieri l'ordine del giorno, i manifestanti continuano la battaglia: oltre al presidio, oggi dalle 17 una catena umana sfilerà sulla strada parco.

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