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Pescara, 18/04/2026
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Data: 02/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Quarto "scivolone" su Rosy. Lei gelida: indegno

ROMA - «Non chiedo le scuse a un premier che senza pudore rivendica il privato come il luogo in cui tutto è permesso, dalle barzellette blasfeme alle escort». E' il commento di Rosy Bindi alla poco felice performance di Berlusconi che nell'arco di una sola giornata viene pizzicato a insultare i magistrati, a dire barzellette antisemite, blasfeme e offensive ancora una volta nei confronti di quella che sembra una vera e propria ossessione del Cavaliere a briglia sciolta, e cioè la presidente dell'Assemblea del Pd. E' infatti la quarta volta che il premier prende uno scivolone riferendosi all'aspetto esteriore della nota esponente democrat. La prima volta, nel 2003, presentando la candidata alla Provincia di Brescia Viviana Beccalossi dice: «E' più brava che bella. Il contrario di Rosy Bindi». La seconda volta avviene nell'ottobre 2009 nello studio di Porta a Porta. L'animata discussione è sulla bocciatura del lodo Alfano e Berlusconi, intervenendo in diretta telefonica, si rivolge così alla Bindi ospite di Vespa: «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente». L'interlocutrice, nel pieno della stagione delle escort a palazzo Grazioli, lo gela con un «non sono una donna a sua disposizione». Il terzo caso è del luglio scorso all'E-Campus di Novedrate dove rivolge il suo apprezzamento alle «belle ragazze laureate che non assomigliano certo a Rosy Bindi». Ultima, all'Aquila, la barzelletta sulla Bindi condita da bestemmia finale. E la diretta interessata ribatte: «Questa volta non mi sento in prima fila, perché l'aspetto più grave è la bestemmia. E ancor più grave è la teorizzazione della doppia morale pubblico-privato, mentre penso che l'Italia tutto si possa meritare fuorché un governo dalla doppia morale. Quindi ritengo che Berlusconi sia indegno di governare questo Paese e debba andare a casa».

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