CITTA' DEL VATICANO - Quella bestemmia? «Un'offesa a tutti i cattolici». Famiglia Cristiana, attraverso il suo sito web, condanna la frase ingiuriosa scappata al presidente del Consiglio mentre raccontava una barzelletta. «Si concede ciò che non è permesso ai calciatori». Per il settimanale dei Paolini le scuse non bastano poichè stavolta è stato insultato il credo di milioni di italiani. «Il rammendo è peggio del buco. Dimostra che il Cavaliere pretende di tenere il piede in tutte le scarpe possibili. Nel caso specifico, quello del signore galante e del sessista da bar. Dello statista e del teppistello di periferia». Se la bestemmia viene stigmatizzata da Famiglia Cristiana, il sito web dell'Avvenire tace probabilmente per non mettere in difficoltà il segretario della Cei, Crociata che in mattinata, sintetizzando i lavori del Consiglio Permanente, aveva dato pubblico riconoscimento alla buona volontà del premier. Monsignor Crociata ha evitato di prendere posizione davanti all'ipotesi di elezioni anticipate, ripetendo che la Cei non vuole «interferire nelle dinamiche proprie della politica», per poi manifestare soddisfazione perchè nel programma di governo, Berlusconi ha inserito due punti supplementari, uno sulla difesa della vita e l'altro sui maggiori aiuti alla famiglia. Aree di intervento care al mondo cattolico, ma finora ampiamente disattese. Nel dibattito interno che in questi giorni ha animato il parlamentino della Cei non potevano non trovare spazio le ultime vicende politiche. «I propositi e gli impegni manifestati dal governo sono certamente apprezzati e vanno incoraggiati affinché diventino operosità concreta». Per la Cei, infatti, si tratta di «valori irrinunciabili» da ritenersi «inseparabili» da quelli riguardanti la solidarietà sociale. «I valori irrinunciabili sono fondamento della completa realizzazione delle esigenze sociali della persona e della sua convivenza con gli altri» ha spiegato l'arcivescovo. Sicchè «tutti gli sforzi in questa direzione sono i benvenuti e sono salutati positivamente». Resta sul terreno la preoccupazione per la crisi economica. Disoccupazione, emarginazione, precarietà originano tante sacche di sofferenza. «Siamo angustiati. La gente si aspetta che si operi per affrontare i problemi concreti di ogni giorno». Nel frastagliato mondo cattolico, però, la sintesi di monsignor Crociata non ha convinto tanto le comunità cristiane di base. Vittorio Bellavite, il portavoce di Noi siamo Chiesa ha rilevato di come nel dibattito dei vescovi non si sia fatto cenno «alla crisi della democrazia che sembra attraversare il nostro Paese».