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Pescara, 18/04/2026
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Data: 02/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Biciclette contro il caos-traffico

Da sempre, i parcheggi ed il traffico sono i due più grandi problemi a cui i cittadini di Pescara e tutti coloro che entrano giornalmente in città per lavorare e/o studiare, devono sopravvivere. In questi giorni si dà molto risalto all'avvio del cantiere per la realizzazione della filovia sulla strada parco che, secondo le intenzioni della Gtm e dei comuni di Pescara e Montesilvano, dovrebbe ridurre sensibilmente il traffico ed il numero di automobili che giornalmente si spostano tra le due città. Un altro progetto però, in cantiere da anni, potrebbe portare benefici immediati: il Bike Sharing. Per chi non lo sapesse, questo è un sistema di condivisione della bicicletta che consente ai cittadini di spostarsi in vari punti della città o addirittura coprire quel tratto di percorso, non coperto dai mezzi pubblici, che va dalla fermata del mezzo alla destinazione finale dell'utente. Tutto questo ad impatto ambientale zero ed il vantaggio di una mobilità totale perché non c'è obbligo di dover riconsegnare la bicicletta alla stazione di partenza.
In Europa ormai, tale tipologia di mobilità è una realtà consolidata, in Italia è attivo in 132 città. In pochi sapranno che il Comune di Pescara, il 17 Ottobre 2008 è stato tra i 7 comuni fondatori del «Club delle città per il Bike Sharing». nel mese di Novembre dello stesso anno la passata amministrazione di centro - sinistra diede vita, senza particolari proclami, a questo progetto: le 50 biciclette, donate da diversi sponsor, potevano essere prelevate e riconsegnate esclusivamente presso il dopolavoro ferroviario. Per via della mancanza di un vero progetto sul territorio e di pubblicità, le biciclette sono state abbandonate presso il deposito del dopolavoro e li giacciono da 2 anni.
L'attuale amministrazione nel mese di aprile 2010 ha dichiarato di voler recuperare le biciclette, a tutt'ora però nessun piazzola di Bike Sharing è stata installata in città, nonostante il progetto preveda numerose isole, sia in zone sensibili come l'università, la stazione ferroviaria e lo stadio che in zone periferiche per consentire al più ampio numero di utenti di usufruirne.
Il Bike Sharing deve essere visto sia come un modo per ridurre il traffico e sopperire al problema parcheggi sia come un'opportunità di sviluppo turistico in quanto potrebbero essere studiate delle convenzioni con gli albergatori cittadini che consentano ai turisti, di poter usufruire gratuitamente del servizio.
Tutto questo a patto che venga sviluppato con un progetto strutturale e capillare che coinvolga l'intera città e non che venga usato come un spot pubblicitario dall'amministrazione comunale.
Andrea Bufarale Studente universitario Pescara

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