PESCARA. Passano i giorni ma la protesta non si affievolisce il presidio per bloccare il cantiere ormai partito resiste.
Forse anche le granitiche amministrazioni pubbliche blindate da sempre sull'argomento iniziano ad incrinarsi. Ufficialmente l'iter amministrativo e burocratico si è concluso e la prova è il fatto che i lavori sono cominciati. Il cantiere è stato aperto in una zona "centrale" del tracciato di otto chilometri e non si capisce perché. Lunedì scorso gli operai al lavoro hanno parlato di «ordini dall'alto», indicazioni precise arrivate dal Comune di Pescara, non per motivi tecnici. «Sono motivi politici», avevano contestato i manifestanti.
Tra le tante incongruenze della misteriosa opera vi è il fatto che il progetto esecutivo non è mai stato discusso, né mostrato, né chiesto a chi ne ha fatto richiesta.
Per le opere di elettrificazione per un brevissimo tratto saranno spese il 60% delle risorse. Il presidente della Gtm Michele Russo da mesi continua a tenere chiuse le carte nei cassetti della società di trasporti rispondendo che la "sua" è una ditta privata e non è obbligato a nessuna trasparenza o obbligo di legge.
Così sono passati i mesi e le forze politiche di centrodestra hanno spinto l'opera fino a farla decollare con il cantiere nonostante le critiche ed i dubbi.
Ora però grazie ad un ordine del giorno è stato convocato per mercoledì prossimo, 6 ottobre, un tavolo tecnico «per approfondire il progetto inerente la realizzazione della filovia sull'ex tracciato ferroviario». All'incontro verranno invitati i tecnici comunali, la Gestione Trasporti metropolitani, stazione appaltante, i capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza e gli altri organismi interessati alla vicenda. «L'occasione», ha spiegato l'assessore Berardino Fiorilli, «sarà utile per favorire un ulteriore confronto sull'intervento già partito nell'area posta a ridosso dell'impianto sportivo de Le Naiadi ed eventualmente per perfezionare alcuni aspetti del cantiere».
Di sicuro una anomalia nella gigantesca anomalia chiamata filovia: un confronto per chiarire meglio aspetti di un'opera già partita non fa che confermare la scarsità di informazioni e di concertazione che c'è stata finora.
Intanto il comitato 'No Filovia' e Rifondazione comunista chiamano alla mobilitazione oggi in consiglio comunale alle 16 dove si potrebbe parlare dell'opera e domani alle 17 con una catena umana che dovrebbe unire Villa Sabucchi al presidio delle Naiadi.
L'amministrazione comunale intanto non volendo scendere nel merito della questione da oltre un anno continua a "buttarla in politica" e a criticare il centrosinistra per l'immobilismo degli scorsi sei anni. I cittadini però forse sono interessati a sapere di più.
Per esempio perché quest'opera non ha la certezza di essere completata nei suoi altri cinque lotti e dunque si preannuncia una incompiuta inutile, perché tanti conflitti di interesse o presunte irregolarità che l'amministrazione comunale non ha mai sentito l'obbligo di chiarire. Le questioni che riguardano il superdirigente Bellafronte Taraborrelli o il presidente della Gtm non sono secondarie, quest'ultimo oltre a vietare l'accesso agli atti ha anche vinto con la sua società di comunicazione l'appalto per la campagna pubblicitaria dimostrando come fosse prioritaria la pubblicità rispetto all'opera da pubblicizzare.
Intanto lunedì mattina, 4 ottobre, Russo incontrerà di nuovo presso la Sala consiliare del Comune i residenti e gli organizzatori della protesta che da lunedì sta rallentando i lavori di realizzazione della filovia. La protesta continua.
ACERBO: «E' ANCORA POSSIBILE FERMARE LA FILOVIA»
«Fermare la Filovia è ancora possibile», sostiene il consigliere comunale di Rc, Maurizio Acerbo.
«La possibilità c'è ed è contenuta nel Contratto definitivo di fornitura e montaggio d'impianto sottoscritto nel 2007 da GTM e Balfour Beatty».
All'articolo 9 c'è scritto che "la Committente ha facoltà insindacabile di sospendere i lavori, con conseguente protrazione automatica del termine di esecuzione per cause di forza maggiore" e prevede inoltre che in tal caso " nessun compenso spetterà all'Appaltatore".
«Quindi», continua Acerbo, «Michele Russo in qualità di presidente e rappresentante legale della GTM può sospendere i lavori senza oneri per l'azienda di trasporto.
E' una cosa che Michele Russo deve fare subito per favorire un clima di serenità e buonsenso che consenta un confronto finalmente serio e approfondito da parte dei consigli comunali delle città interessate dal progetto e con la cittadinanza».
«Russo», prosegue Acerbo, «ha il dovere di procedere alla sospensione con urgenza perché in assenza di un suo atto in tal senso anche l'inerzia diventerebbe colpevole. Infatti la ditta appaltatrice potrebbe intraprendere azioni legali nei confronti dei cittadini».
Rifondazione chiede anche al presidente Chiodi e all'assessore ai trasporti Morra di «intervenire sulla società di trasporti GTM (che è della Regione) per determinare l'immediata sospensione. In un paese democratico la protesta popolare, la tensione sociale che potrebbe diventare problema di ordine pubblico, sono una "causa di forza maggiore" rispetto alla quale una temporanea sospensione dei lavori è un atto dovuto».