MONTESILVANO - Tanto per cominciare una bella colata di cemento: è quanto la città rischia di subire se tornerà in vigore il famigerato articolo 26 delle norme tecniche del Prg, quello che premia i costruttori con un bel 20% di cubatura in più. E' il primo effetto della crisi al Comune di Montesilvano. La norma, a base di molti scndali, un anno fa era stata abrogata dall'amministrazione Cordoma, con grave disappunto dei palazzinari e se entro il 15 ottobre non sarà definitivamente abolita, tornerà in vigore con le conseguenze del caso. Il sindaco dimissionario: «Faremo di tutto per bloccarla prima di questi 20 giorni che mi restano alla guida della città. Magari sarà convocato un consiglio ad hoc, ma otterremo il risultato tanto atteso». Ma si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere, perché concomitante con la crisi in atto.
Infatti a tener banco in queste ultime 24 ore sono stati gli incontri del Pdl con i propri sostenitori e con i cosiddetti "ribelli". Ieri sera, dopo l'incontro del pomeriggio di Cordoma con Gianni Chiodi, che ha insistito per "ricucire lo strappo" si è tenuto un summit serrato, alla presenza dei senatori Pastore e Di Stefano, del coordinatore Piccone, del presidente della Provincia Testa, Chiavaroli, Sospiri, Galante e lo stesso Chiodi che si fermato solo una mezz'ora. Il senatore Di Stefano, bloccato al termine dell'incontro: «Stiamo lavorando per "ricucire" lo strappo; vedo le possibilità, per cui ci riuniremo ancora». Di ben altro tono le dichiarazioni di Cordoma dopo l'incontro con i cosiddetti finiani:« Si torna a casa e si va a votare, questo il mio pensiero in questo momento». Il sindaco appare accigliato: «Non vedo possibilità di intesa, né mi sento di scendere a patti. Qui le condizioni le stabilisco io e non altri. Se qualcuno pensa di dettarle lui , si sbaglia. Vuol dire che si tornerà al voto». Parole che fanno presupporre un atteggiamento intransigente da parte dei ribelli, dai quali ci si aspettava un minimo di collaborazione. Evidentemente pronti a sfidare gli effetti collaterali della crisi: paralisi amministrativa, una campagna elettorale al buio, blocco di progetti e investimenti per opere pubbliche.