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Pescara, 18/04/2026
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Data: 02/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sevel, oggi il quarto sciopero. Si acuisce lo scontro sindacale. Uil attacca Fiom e l'azienda annuncia altri due sabato lavorativi

ATESSA. Quarto sciopero di fila oggi alla Sevel contro il ricorso allo straordinario, mentre la Uil polemizza duramente con i metalmeccanici Cgil sui «conflitti importati» nella Val di Sangro. Ma intanto il calendario delle astensioni dal lavoro va avanti. Fiom-Cgil, Failms-Cisal e Usb (Unione sindacale di base) contestano sia la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici del 2008, sia il fatto la Fiat non ha finora aperto una trattativa alla Sevel sul mancato pagamento del premio di risultato e sul reintegro di 1200 precari licenziati. Intanto, Sevel annuncia altri due sabato lavorativi per il 9 e il 16 ottobre, uno per ciascun turno, tranne quello di notte che è escluso dallo straordinario. Anche stavolta il ricorso agli straordinari è motivato dalle necessità produttive del Ducato. Ma su questo fronte la Fiom apre una nuova polemica. «Non comprendiamo questa decisione perché non ci risultano aumenti dei volumi produttivi. Anzi, ci sembra strumentale perché cade il 16 ottobre, giorno della manifestazione nazionale della Cgil» annota Marco Di Rocco, segretario Fiom di Chieti. In assenza di un confronto sui problemi dello stabilimento dei furgoni, è certo che Fiom, Failms e Usb sceglieranno ancora una volta la via dello sciopero.
Prospettiva che viene contestata dalla Uil. «Lo scontro politico della Fiom contro la Sevel», afferma il segretario generale, Roberto Campo, «non nasce dai problemi della Val di Sangro, ma dal tentativo della Fiom nazionale di far pagare alla Fiat, in tutti gli stabilimenti d'Italia, la vicenda Pomigliano. Calpestare il contratto, come fa la Fiom, significa gridare a gran voce che in Val di Sangro non ci sono certezze, che per capriccio politico si può in ogni momento rimettere in discussione tutto: l'esatto opposto di quello che serve per attrarre investimenti. Il danno che la Fiom fa alle prospettive produttive e occupazionali dell'Abruzzo», attacca Campo, «non è dato dall'adesione dei lavoratori, minoritaria fin dall'inizio e continuamente decrescente, ma dalla messa in discussione delle regole che hanno presieduto al grande sviluppo dell'industria in Abruzzo».
Per Campo, «strumentalizzare i lavoratori precari che hanno perso il posto a causa della crisi è indecente: da decenni, in Sevel, l'occupazione si è creata proprio rispondendo subito con lo straordinario contrattuale agli incrementi della domanda e poi procedendo alle assunzioni, a fronte dell'acquisizione stabile dei volumi aggiuntivi. Questo devono fare i sindacati, per i precari che hanno perso il lavoro, e per i disoccupati che non lo hanno ancora mai avuto».

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