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Data: 03/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporto di Preturo, uno storico decollo. La trasferta in Sardegna dei calciatori rossoblù sul primo volo di un aereo civile. Pista da ampliare e in arrivo locali commerciali

Non c'è carta d'imbarco Sullo stesso velivolo viaggiava Giovanni Paolo II. Dall'alto lo spettacolo del Gran Sasso e il centro storico devastato

CAGLIARI. Sono le 15.07 quando Stefano Monni e Roberto Crema sollevano la cloche e fanno alzare in volo il 328 jet dell'Air Vallee. Un gesto consueto per i due comandanti. Una novità assoluta per l'Aquila. Perché quel piccolo aereo, che in passato ha ospitato anche Giovanni Paolo II, non decolla da una pista qualsiasi e il suo viaggio rappresenta un evento storico. Monni e Crema sono al comando del primo volo civile che parte dall'aeroporto di Preturo.
È un charter che accompagna la squadra dell'Aquila calcio in Sardegna, dove oggi si disputa la gara con la Villacidrese. Nelle ore successive al sisma del 6 aprile 2009, la piccola pista è stata usata per trasferire i feriti più gravi negli ospedali di tutta Italia. Durante il G8, nel piccolo scalo aquilano sono transitati i grandi della terra. Ora parte il primo volo commerciale. Un segno di rinascita e di speranza per il futuro di una città che vuole ricominciare a volare, non solo metaforicamente.
IL SOGNO PRETURO. In realtà questo futuro sembra lontano. Nonostante l'Air ValLee e il Comune fissino entro fine anno il completamento delle certificazioni con Enac e Enav, l'ipotesi di avere uno scalo aquilano sembra lontana. Al momento c'è una pista (peraltro piccola) e in cui non si può atterrare la notte. Ci sono una torre di controllo e un radar. A questi si aggiungono un hangar che ospita i mezzi di vigili del fuoco e Protezione civile e un piazzale che ospita gli aeromobili privati. Il tutto coordinato da pochi uffici e una reception collegata a un bar-ristorante. Non c'è niente di più lontano da un'aerostazione civile. Preturo, ad oggi, è un aeroporto che non c'è.
«UN MIRACOLO». Vista la situazione il volo L'Aquila-Cagliari sembra impossibile. Invece alle 16.20 l'aereo dell'Air Vallee arriva nello scalo di Elmas. «Una cosa fantastica, un'emozione unica, quasi un miracolo», si lascia scappare Paolo Ianni, team manager dell'Aquila calcio, quando l'aereo atterra in Sardegna.
L'ATTESA. Tutto comincia alle 13 quando L'Aquila calcio arriva a Preturo. Ad attenderli ci sono il sindaco Massimo Cialente e il vice sindaco Giampaolo Arduini con lo stato maggiore di Air Vallee e società "Aeroporto dei Parchi": Michele Costantino, Antonello Lovecchio e Matteo Santin. Sono tutti lì per celebrare un giorno storico per la città, ma l'inizio non è dei migliori. I calciatori, armati di borsoni, cercano un posto dove attendere l'aereo, ma non c'è nessuna sala d'attesa. Così chi trova posto si accomoda in una panchina, gli altri in un marciapiede o sul prato, diventato intanto un deposito bagagli.
IL CHECK-IN. L'attesa diventa lunga. L'aereo che ha il compito di portare la comitiva a Cagliari, deve arrivare da Rimini ed è in ritardo. Ma, poco dopo le 14, arriva la chiamata per l'imbarco con una gentile signora che chiama a raccolta i 30 passeggeri del primo volo da Preturo. Il check-in viene effettuato nell'hangar. Vi sono posizionati due tavoli in legno. Qui la polizia controlla i bagagli e le persone col metaldetector. Del controllo biglietti, che peraltro non abbiamo, non c'è traccia, ma le formalità della sicurezza non possono essere eluse.
«SIETE STERILIZZATI». Passato il check-in usciamo dall'hangar ma ci ritroviamo nello stesso piazzale in cui eravamo prima. A pochi metri da noi ci sono altre persone: politici, amici dei calciatori e colleghi giornalisti con cui siamo stati sino a poco fa. Facciamo per avvicinarci, ma siamo subito fermati: «Siete sterilizzati, non potete avere contatti», dice la signorina che ci ha chiamato per il check-in. Col termine "sterilizzare", nel gergo dell'aeronautica civile, si intende passare i controlli di sicurezza. Sono stati solo una formalità, ma la forma all'aeroporto di Preturo è più importante della sostanza.
ARRIVA L'AEREO. La situazione è comica e le battute si sprecano. Poi alle 14,38 comincia a sentirsi un rombo nel cielo. «Arriva il nostro bimotore», scherza un calciatore, ma ad atterrare è un 328 jet della Fairchild Aerospace. Un piccolo gioiello dell'aeronautica messo a disposizione dall'Air Vallee. Le valigie bisogna portarle su e caricarle a mano, ma la paura del volo passa subito anche perché a bordo sale per una visita il vescovo ausiliare dell'Aquila, Giovanni D'Ercole. «Del resto», spiega l'assistente di volo Italia Ragno, «questo era l'aereo che usava Karol Wojtyla per raggiungere in estate la Valle D'Aosta».
SPETTACOLO IN VOLO. «Accomodatevi nei posti segnati sulla carta d'imbarco», annuncia l'assistente di volo. Ma carte d'imbarco a Preturo non se ne fanno e nell'aereo comincia una simpatica confusione. Poco male, tutti trovano posto e l'aereo comincia a rollare. La pista è piccola (solo 1.400 metri) e la partenza è un attimo. Neanche il tempo di capire cosa succede e ti ritrovi nel cielo dell'Aquila. L'aereo sale, poi vira a sinistra e lo spettacolo è unico: il Gran Sasso è così vicino che sembra di poterlo toccare.
Sotto c'è la città con il centro storico, le cui ferite si notano anche da 2 mila metri d'altezza.
«DOPO OBAMA». I calciatori sono tutti attaccati ai finestrini: «Mamma mia che spettacolo», «È una favola». E pazienza se all'arrivo il capitano Monni deve spiegare agli addetti della sicurezza dell'aeroporto di Elmas che le valigie non hanno i tagliandi e le scaricano direttamente i passeggeri. «Dopo Obama e Sarkozy, anche Modesti parte da Preturo», commenta ridendo Fabio Aureli.
Ma è così: Preturo, anche solo per un giorno, non è un luogo riservato ai grandi della terra o al dramma del terremoto, ma una realtà per tutta L'Aquila.

Pista da ampliare e in arrivo locali commerciali
Ecco come sarà l'aeroscalo del futuro, l'Air Vallee attende le autorizzazioni Enac ed Enav

L'AQUILA. Un po' aeroporto, un po' centro commerciale. È l'idea che ha l'Air Vallee per il futuro aeroporto di Preturo. «Uno scalo moderno, capace di soddisfare le esigenze di mobilità degli aquilani e di rilanciare il turismo. Ma anche in grado di sostenere da solo i costi di gestione grazie agli spazi commerciali», spiegano i responsabili dell'Aeroporto dei Parchi.
Il progetto è stato presentato ieri, in occasione del primo volo civile nello scalo aquilano. Mentre i calciatori dell'Aquila volavano verso Cagliari, nelle sale dell'aeroporto si progettava il futuro dello scalo. «Questo primo volo ha l'obiettivo di dimostrare che Preturo può funzionare», spiega l'amministratore delegato di Air Vallee holding Michele Costantino. «Presto sarà una realtà commerciale», aggiunge Antonello Lovecchio, responsabile del progetto.
Per farlo servono anzitutto le autorizzazioni. «I contatti con Enac e Enav sono in una fase avanzata», dichiara Matteo Santin, responsabile operativo di Air Vallee. «Entro fine anno pensiamo di ottenere le autorizzazioni. Poi dovremo lavorare sulla pista che dovrà arrivare a 1.800 metri (ora è lunga 1.400 metri, ndr), potenziare il sistema di radiocomunicazioni per far atterrare gli aerei anche la notte e costruire un'aerostazione».
La nuova struttura è il punto centrale del progetto di Air Vallee per l'Aeroporto dei Parchi. La holding pensa a una struttura su due piani destinati a diverse fruizioni: una a scalo aeroportuale, l'altro a centro commerciale. Il progetto prevede che al primo piano ci siano gli arrivi e le partenze come in ogni normale aeroporto. Al piano terra, invece, una zona commerciale che garantirebbe con gli incassi la sostenibilità economica del progetto Preturo.
Un'idea che piace al sindaco Massimo Cialente: «Mi è stato spiegato che in un aeroporto più cose ci metti, più funziona. Dobbiamo avere il coraggio di rischiare». Del resto tutta l'amministrazione crede nello scalo di Preturo: «Si tratta di un percorso», ha spiegato il vicesindaco, Giampaolo Arduini, «che renderebbe più facili i collegamenti dall'Aquila principalmente con Milano e con il nord. Un'opportunità per gli aquilani e per tutto il settore turistico e industriale». (g.b.)

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