Presidenza di commissione e vice di Chiodi, in discussione i ruoli di Nasuti e Castiglione
PESCARA. Il Pdl abruzzese vuole riprendere a fare politica e a governare l'Abruzzo, lasciandosi alle spalle una situazione «drogata da altre vicende». Dice così il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Gianfranco Giuliante presentando in conferenza stampa assieme ai consiglieri Emiliano Di Matteo, Ricardo Chiavaroli ed Emilio Iampieri, la prima iniziativa pubblica del partito alla ripresa autunnale delle attività.
L'appuntamento è con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che sarà domani alle 18,30 a Pescara nella sala Petruzzi del Museo delle Genti d'Abruzzo. «La nostra volontà è quella di rompere rispetto al momento di oggettiva vischiosità della politica», dice il capogruppo, quindi di «affrontare l'agibilità politica e la possibilità di governare». In sintesi, il Pdl vuole riprendersi gli spazi occupati in queste ultime settimane dalla magistratura. La «vischiosità» descritta da Giuliante ha diverse componenti. C'è la giunta Chiodi azzoppata dopo le dimissioni di Daniela Stati e gli arresti domiciliari di Lanfranco Venturoni, sospeso dalle cariche di assessore e di consigliere regionale (mentre rispetto alle dimissioni «la questione deve essere verificata», dice Giuliante).
C'è il rimpasto da fare col riequilibrio territoriale chiesto proprio da Giuliante. Ci sono i finiani che hanno annunciato per domani la formazione di un proprio gruppo in Consiglio regionale. Ci sono naturalmente i problemi che le vicende giudiziarie hanno lasciato comunque in piedi: la politica dei rifiuti, il riordino della sanità, la vicenda dei 200 lavoratori di Abruzzo Engineering.
Tutta politica è la vicenda dei finiani che potrebbe influenzare il rimpasto in giunta. Per Giuliante la scelta di Alfredo Castiglione ed Emilio Nasuti apre due problemi: la presidenza della prima commissione affidata a Nasuti dovrebbe passare di mano «visto che non si può essere contemporaneamente capogruppo e presidente di commissione», dice Giuliante. Per quanto riguarda Castiglione, al momento non è in discussione il suo posto di assessore alle Attività produttive, «ma ci sono voci che mettono in forse la vicepresidenza della giunta».
Tutto è comunque rimandato a dopo martedì, quando dovrebbe nascere il partito di Gianfranco Fini. «Vediamo quale sarà la consistenza del partito in Abruzzo», dice Giuliante, «io non credo che i numeri siano quelli che dice Nasuti.
Sulla questione rifiuti Giuliante difende la posizione della giunta sui termovalorizzatori e sulla necessità di abbassare il limite del 40% di raccolta differenziata per avviare la politica di recupero energetico. «Tutti i nostri tecnici ci dicono che in Abruzzo c'è un rischio implosione e che non ci sono i tempi per legare la differenziata alla realizzazione dei termovalorizzatori», a meno che «non si voglia che i re Mida succedano a se stessi». Per i termovalorizzatori, precisa Giuliante, «andrà comunque fatta una gara europea e la gestione dovrà essere portata all'interno della struttura pubblica».
Quanto ad Abruzzo Engineering, Giuliante esclude che sia stato «il cavallo di Troia per farsi dare affidamenti dal governo da rigirare a vantaggio di società esterne. Gli incarichi sono stati solo tre, per il comune dell'Aquila, per la provincia dell'Aquila e per i Beni culturali. I progetti sono stati pagati e nessuno di quei lavori è stato esternalizzato».