| |
|
| |
Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.249
|
|
|
|
|
|
|
03/10/2010
Il Centro
|
Cialente-Bertolaso, scambio di accuse. Il sindaco attacca tutti, la Protezione Civile replica: ripercussioni negative per la città |
|
Dal primo cittadino critiche al Governo per ritardi e inefficienze sul fronte degli alloggi L'AQUILA. Lo scontro è ormai insanabile. Da una parte il sindaco Cialente che ha mollato - non senza polemiche - l'incarico di vice commissario per la ricostruzione, dall'altra la Protezione civile arrivata ieri, dopo un altro j'accuse del primo cittadino, ad annunciare ripercussioni. «È evidente» si legge in una nota della Protezione civile «che la nuova linea del primo cittadino, seppur nel pieno rispetto dell'autonomia e del ruolo da lui ricoperto, non potrà non avere ripercussioni sulle dinamiche dei rapporti istituzionali. Ripercussioni certo non utili ad accelerare gli interventi e le opere necessarie per il ritorno alla normalità e di cui il sindaco si assumerà tutta la responsabilità». Una nota durissima, destinata a inasprire i già difficili rapporti con il Comune dell'Aquila. Una Protezione civile "scatenata", pronta a rispedire al sindaco Cialente - e con tanto di interessi - le accuse di ritardi e inefficienze nella gestione dell'emergenza e della ricostruzione. Tutto ha avuto inizio ieri mattina nel corso di una conferenza stampa convocata dal primo cittadino e dall'assessore alle politiche sociali Stefania Pezzopane. Un appuntamento voluto per illustrare il lavoro svolto da Cialente nella sua veste di vice commissario. L'occasione per snocciolare dati, ma soprattutto per denunciare «la gestione fallimentare della Sge dove a funzionare è stato, finora, solo il settore dell'assistenza alla popolazione quello che abbiamo gestito noi. Per il resto è come avere un jumbo senza guida». Un fiume in piena Cialente, che ha attaccato tutti, a cominciare dai «traditori della città, quelli che quando le mura sono sotto assedio non esitano ad aprire le porte al nemico». Un'affermazione riferita al consigliere Enzo Lombardi che lo aveva accusato di essere il responsabile del mancato avvio della ricostruzione. Quindi è passato alla Regione, all'Unità tecnica di missione, per finire al Governo e al Dipartimento della Protezione civile, guidato da Guido Bertolaso. Nel mirino, soprattutto, la carenza di alloggi realizzati per gli sfollati. «Siamo riusciti faticosamente a sistemare tutte i nuclei da due che erano rimasti fuori, ma abbiamo ancora 569 single senza casa. Siamno stati costretti ad arrampicarci sugli specchi per trovare una soluzione ed ora scopriamo che i 64 nuovi Map da realizzare a Paganica (i lavori inizieranno tra qualche giorno) erano già qui da mesi, stoccati in un deposito a San Pio delle Camere. Nessuno, nonostante la necessità evidente, si è premurato di montarli». Quindi la mancata disponibilità degli appartamenti del Fondo immobiliare. «Da giugno stiamo aspettando che vengano messi a disposizione 122 appartamenti, ma tutto è fermo perché la Fivit (partner di Fintecna nell'acquisto) non riesce a sbloccare 10 milioni di euro». E ancora, la necessità di trovare case parcheggio per le famiglie svantaggiate. Nel mirino di Cialente anche alcuni albergatori aquilani che chiedono anticipi agli sfollati e la manutenzione del progetto Case «garantita solo ad alcune piastre. Altre ne sono sprovviste, così come non c'è manutenzione nei Map, "figli illegittimi" del miracolo italiano di Berlusconi». In serata la replica della Protezione civile. «Quelle del sindaco sono polemiche strumentali. Tali dichiarazioni mostrano chiaramente quali fossero le reali intenzioni che lo hanno spinto a lasciare l'incarico da vice-commissario ricoperto fino a pochi giorni fa». Quanto ai 64 Map previsti a Paganica, per la Protezione civile «la ragione che ne impedisce la realizzazione risiede nell'incomunicabilità tra il sindaco e i suoi tecnici». Nella nota si ricorda anche «la grottesca vicenda dei moduli abitativi su ruote, chiesti a gran voce dal sindaco, ma mai arrivati per problemi, ancora una volta, interni all'amministrazione comunale». Una nota che si chiude con l'annuncio di «inevitabili ripercussioni». Il tutto dimenticando, forse, di riferirsi a una città devastata dal terremoto.
|
|
|
|
|