VASTO. Il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, ha incontrato a Roma i dirigenti delle Ferrovie dello Stato per discutere della cessione delle aree di risulta dell'ex tracciato ferroviario sulle quali è prevista la realizzazione della via Verde della Costa dei Trabocchi.
«Le Ferrovie sono orientate a concedere alla Provincia il diritto di superficie, una concessione decisamente meno onerosa dell'acquisto del tracciato. Rimane aperta anche la possibilità dell'esproprio», fa sapere Di Giuseppantonio, garantendo il prosieguo della trattativa.
Ma proprio mentre il presidente dell'ente provinciale si dichiara soddisfatto per l'esito dell'incontro romano, a Vasto i consiglieri del centrosinistra criticano l'operato della giunta Di Giuseppantonio e la invitano a passare dalle parole ai fatti.
Nel corso di una conferenza stampa in municipio, l'ex presidente della Provincia, Tommaso Coletti, il capogruppo del Pd, Camillo D'Amico, e i consiglieri Giuseppe Forte e Vincenzo Sputore, hanno rimarcato l'ingiustificata paresi delle procedure di recupero e valorizzazione della costa teatina.
«Il Cipe ha concesso alla Regione 16 milioni di euro per il progetto della pista ciclabile. Il progetto, diviso in otto lotti, è già pronto, ma per assurdo non è stato inserito nel piano delle opere triennali», afferma Coletti.
«Eppure per realizzare il tracciato, lungo 46 chilometri e largo dieci metri, occorrono solo 460mila euro. Di Giuseppantonio lasciasse stare i progetti impossibili e facesse la notifica del progetto della pista ciclopedonale alle Ferrovie e la stipula del contratto del piano di rigenerazione con i Comuni. La Provincia deve decidere cosa fare del tracciato, la realizzazione delle opere può essere affidata ai privati», suggerisce Coletti.
Il Comune di Vasto, che ha il tratto costiero più lungo con 16 chilometri, intende chiedere l'eventuale gestione della tratta. «L'importante è ripartire. Il tracciato a mare è diventato una giungla selvaggia ricoperta di erbacce. Il raccordo fra Provincia e Comune è indispensabile», dice Giuseppe Forte.
Dello stesso avviso Camillo D'Amico. «Di Giuseppantonio ha tante idee e fa tante promesse. E' arrivato il momento di passare ai fatti rispolverando un progetto che da anni giace in un cassetto e che potrebbe ridare vigore al turismo e all'economia dell'intersa regione».