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Pescara, 18/04/2026
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Data: 03/10/2010
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Sciopero selvaggio dei bus, il Nautico comincia in salita. In seguito alla riduzione dei trasferimenti statali alla Regione Liguria, l'Amt ha prospettato un piano con circa 400 esuberi e una riduzione del servizio del 15%

Uno sciopero selvaggio dei dipendenti dell'Amt, azienda che gestisce il trasporto pubblico genovese e un presidio di protesta davanti all'area fieristica, che ha mandato in tilt il traffico nel giorno dell'inaugurazione del Salone Nautico, hanno acceso ieri i riflettori nazionali sulla questione dei tagli al trasporto pubblico locale. Al termine di una mattinata agitata, i sindacati hanno incassato la disponibilità del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, all'apertura di un tavolo nazionale.

Nonostante la precettazione del prefetto di Genova, Francesco Musolino, scattata ieri mattina alle 7, dopo una notte convulsa di contatti con i sindacati e richiami al senso di responsabilità, i dipendenti di Amt sono tornati al lavoro solo dopo l'incontro col ministro dei Trasporti, dopo che Matteoli si è impegnato a parlare con i colleghi Tremonti (Economia) e Sacconi (Lavoro) per risorse e ammortizzatori sociali, e dopo che si è deciso di avviare un tavolo regionale sulla questione, che prenderà il via martedì.

Pesanti i disagi per la città, con i manifestanti in mezzo alla rotatoria davanti all'area fieristica che hanno anche improvvisato una partita di calcetto di protesta, mentre gli automobilisti restavano bloccati in coda; la Sopraelevata, una delle principali arterie stradali cittadine, veniva chiusa al traffico, e gente assiepata alle fermate formava capannelli in attesa di autobus che non passavano.

Un braccio di ferro duro, quello ingaggiato dai lavoratori di Amt, che venerdì sera in 700 hanno votato a favore dello sciopero (3 gli astenuti e 7 i voti contrari), per una partita che prospetta riflessi molto gravi. In seguito alla riduzione dei trasferimenti statali alla Regione Liguria (30 milioni di euro in meno nel 2011), l'azienda ha infatti prospettato un piano con circa 400 esuberi e una riduzione del servizio del 15%.

Una questione dai risvolti drammatici, e non solo genovese, tanto che non più di una settimana fa anche i vertici delle aziende di trasporto pubblico locale, riunite nel direttivo di Asstra, hanno chiesto «a gran voce la riapertura del tavolo di confronto tra governo, regioni ed enti locali sulla manovra economica del ministro Tremonti», perché «i tagli previsti dal alle casse degli enti locali sono una condanna a morte lenta del sistema dei trasporti pubblici locali come lo conosciamo oggi».

Al termine dell'incontro col ministro Matteoli, il segretario ligure della Filt-Cgil, Corrado Cavanna, si è detto «soddisfatto», perché «si è ottenuto di portare la questione del trasporto pubblico locale all'attenzione del governo, dandogli una dimensione nazionale, e per l'apertura, a livello regionale, di un tavolo di confronto sindacale, chiesto da tempo e sinora mai ottenuto».

Dello stesso avviso il segretario regionale della Fit-Cisl, Giuseppe Mazza: «Il botto che abbiamo fatto è servito - ha affermato - pur dispiacendoci di aver creato un disagio». Mentre il segretario nazionale Ugl Trasporti, Fabio Milloch, si è augurato che l'interessamento del ministro Matteoli porti all'apertura di un tavolo nazionale.

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