Il jet era il primo volo civile decollato dalla pista di Preturo
PESCARA. «Quella di non atterrare a Pescara è stata una decisione autonoma della compagnia aerea Air Vallee». La Saga, la società che gestisce l'aeroporto Liberi smentisce le voci su una sua presunta responsabilità nel mancato atterraggio del jet 328 con a bordo i giocatori dell'Aquila calcio.
Secondo la Saga, che si è detta pronta ad accogliere il velivolo, si è trattato di un cambio di destinazione che la compagnia aerea «ha comunicato in modo stringato direttamente alla nostra centrale operativa, informandoci del fatto che non sarebbero più atterrati nel nostro scalo per motivi operativi interni alla compagnia», spiegano ancora dalla società, «e che avrebbero fatto rotta verso l'aeroporto di Rimini».
La confusione sullo scalo di destinazione viene dipanata solo più tardi, quando i trenta passeggeri atterrano finalmente a Ciampino, con tutti i disagi legati all'improvviso cambio di rotta, alla lunga attesa nei cieli romani affollati di mezzi, e allo scombussolato ritorno a casa.
Il jet, un gioiello dell'aeronautica che ha ospitato anche Giovanni Paolo II, si era alzato sabato scorso alla volta dello scalo di Elmas, a Cagliari, con il primato di essere il primo volo civile a decollare dall'aeroporto di Preturo. I disguidi non sono mancati nemmeno alla partenza, quando l'aereo è arrivato a Preturo con notevole ritardo. Una serie di "inconvenienti" che però non hanno offuscato la grandezza dell'avvenimento per la città capoluogo.
Il piccolo aereo (solo 31 posti), partito dallo stesso scalo da cui sono stati trasferiti i feriti nelle ore seguenti al sisma, e da dove sono transitati i grandi della terra durante il G8, rappresenta una speranza per L'Aquila. In realtà le procedure per diventare un'aerostazione civile sono lunghe. L'Air Vallee e il Comune assicurano entro fine anno il completamento delle certificazioni con Enac e Enav. La strada è impervia, ma la voglia di percorrerla c'è, nonostante la confusione del volo inaugurale.
Preturo. Sulla pista non si può arrivare di notte, è corta
L'AQUILA. Sulla pista di Preturo non si possono effettuare atterraggi nelle ore notturne, è troppo corta. Solo 1.400 metri per un aeroporto che nell'ultimo anno e mezzo si è trovato ad affrontare situazioni a cui non era pronto. Per ora ci sono solo una torre di controllo e un radar, un hangar che ospita i mezzi dei vigili del fuoco e della Protezione civile e un piazzale per gli aeromobili privati. A questo si aggiungono pochi uffici e una reception collegata a un bar-ristorante.
Il prossimo passo è proprio quello di allungare la pista, fino a 1.800 metri e di potenziare il sistema di radiocomunicazioni per far atterrare gli aerei anche di notte.
E poi ancora la realizzazione di un centro commerciale, al piano terra, che garantirebbe gli incassi e la sostenibilità economica del progetto Preturo.
Nel suo futuro insomma sembra esserci la prospettiva di diventare «uno scalo moderno, in grado di soddisfare le esigenze di mobilità degli aquilani e di rilanciare il turismo», come hanno detto sabato i responsabili dell'Aeroporto dei Parchi, illustrando le novità.
Il progetto è stato presentato proprio nella giornata del volo inaugurale che, come spiegava l'amministratore delegato dell'Air Vallee holding, Michele Costantino, aveva l'obiettivo «di dimostrare che Preturo può funzionare». E in effetti, almeno in partenza funziona, rimane però il problema del ritorno. (m.d.s.)