Dieci anni di costante arretramento. Un fardello che, anche di fronte ai primi segnali di ripresa del ciclo economico, potrebbe condannare la provincia di Pescara ad un supplemento di recessione: sarebbe lo scenario peggiore per l'intera regione, che soprattutto dopo il terremoto dell'Aquila, ha bisogno di contare sulla sua locomotiva economica. I due piani, locale e regionale, saranno domani sotto la lente di ingrandimento nel corso del forum organizzato dalla Cgil di Pescara. La riflessione parte dalla domanda (retorica?) che da il titolo alla giornata (ore 9,30 sala Tosti dell'ex Aurum): "L'Abruzzo prima regione del Mezzogiorno?". Ad introdurre i lavori sarā Paolo Castelluccui, segretario della Camera del lavoro di Pescara. La polifonia delle riflessioni sarā assicurata dagli interventi di Alfredo Castiglione, vice presidente della giunta regionale e assessore alle attivitā produttive, Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, Enrico Marramiero, presidente dell'Unione industriali di Pescara, Giuseppe Mauro, professore ordinario di politica economica alla d'Annunzio, Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil. A coordinare i lavori sarā Paolo Mastri, giornalista de Il Messaggero, autore del libro "Il Quinto Abruzzo, la storia cambiata dal terremoto" (ed. Tracce). In platea, i principali attori della scena economica e sociale. La discussione si svilupperā sulla base dei dati e degli indicatori a disposizione del sindacato, con lo scopo di individuare le azioni da mettere in campo per consentire al territorio pescarese e all'intera regione una decisa inversione di tendenza, dopo la crisi che ha occupato l'intero ultimo decennio. Di fronte al rischio sud, l'Abruzzo ha l'obbligo di non fallire l'appuntamento con la ripresa.