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Pescara, 18/04/2026
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Data: 04/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il premier: in Abruzzo niente corruzione. Berlusconi torna a parlare del terremoto: reati inventati, le cause non stanno in piedi

«Ci sono stati tremila appalti realizzati da liberi professionisti che hanno operato gratis»

L'AQUILA. Quattro giorni dopo averla cancellata dal suo discorso alla Camera, Berlusconi ritrova la memoria sull'Aquila e torna a citarla. Sì, ma per attaccare i giudici. Il presidente del Consiglio nega che in Abruzzo siano in corso delle cause per casi di corruzione. «Reati inventati».
«NON STANNO IN PIEDI». Il presidente del Consiglio, intervenendo alla festa del Pdl al Castello Sforzesco di Milano, ha inserito anche la città devastata dal terremoto, e ancora non ricostruita, nel calderone dell'offensiva a tutto campo contro la magistratura. Ecco, in particolare, il passaggio del più ampio discorso che il premier ha voluto riservare all'Aquila. «Si sono inventati la corruzione», ha detto di fronte ai suoi sostenitori, «ma in quegli appalti non c'è nessuna causa che sta in piedi. Ci sono stati 3mila appalti realizzati da liberi professionisti che hanno messo a disposizione il loro lavoro a titolo gratuito e nessuna impresa ha presentato una causa». Berlusconi ha poi dedicato una parte del suo discorso alla Festa della Libertà «ai risultati raggiunti dal governo. Nessuno», ha detto, «ha fatto così tanto in poco più di due anni».
DI CHE PARLA? Il breve accenno alla situazione degli appalti della ricostruzione, senza fornire ulteriori dettagli, lascia pensare che il presidente del Consiglio abbia voluto fare riferimento a uno dei filoni delle indagini sul dopo-terremoto, quello che vede come protagonisti principali gli Stati. Il padre Ezio ha trascorso due settimane in carcere mentre la figlia Daniela, ex assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione civile, è stata costretta a dimettersi dopo la bufera giudiziaria che la vede coinvolta in qualità di indagata. La vicenda-Stati, del resto, ipotizza la corruzione. Tra i personaggi coinvolti ci sono l'ex deputato Vincenzo Angeloni, il compagno della Stati Marco Buzzelli e l'uomo-Selex Sabatino Stornelli. Una corruzione che sarebbe in qualche modo da ricollegarsi all'attività di politici, amministratori e imprenditori nella delicata fase del post-terremoto. È forse a quest'inchiesta che ha voluto rifarsi Berlusconi per allontanare le nubi che si stanno addensando sempre più minacciose sui lavori della ricostruzione. Del resto, più volte Daniela Stati aveva chiesto al presidente del Consiglio e al leader «del partito dell'amore e della famiglia», per usare le sue stesse parole, di intervenire pubblicamente («Se ci sei batti un colpo») proprio per smentire le accuse che parlano di corruzione.
L'AUDIZIONE. Se le parole di Berlusconi sono da attribuire al caso-Stati, potrebbe riprendere quota l'istanza dei suoi legali di chiedere addirittura l'audizione del capo del governo di fronte alla procura distrettuale Antimafia dell'Aquila per chiarire i passaggi legati alla fase preparatoria di un'ordinanza della presidenza del Consiglio in cui si parlava del ruolo di Abruzzo Engineering. «Io non ho mai assunto nessuno in quella società né ho dato un euro di lavori», disse la Stati. «Il presidente Berlusconi, che ha firmato quell'ordinanza, venga qui a chiarire tutta la vicenda. Lui può spiegare come sono andate le cose. Lo faccia, per restituire dignità a una donna, a una mamma. E anche per ridare dignità a chi mi ha votato e crede nel partito».
LE ALTRE INCHIESTE. L'attacco di Berlusconi, che manca all'Aquila dal 29 gennaio 2010, cade mentre è in corso l'inchiesta sulla gestione dei rifiuti in Abruzzo che vede coinvolti, a vario titolo, personaggi del Pdl come l'assessore regionale Lanfranco Venturoni, il consigliere regionale Daniela Stati e i senatori Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Le parole di Berlusconi arrivano 24 ore dopo quelle del senatore Andrea Pastore che dell'indagine pescarese ha detto: «È come un soufflé. Passano i giorni e si sgonfia». C'è anche un'altra indagine, all'Aquila, che riguarda il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, l'imprenditore Riccardo Fusi e i suoi amici aquilani del consorzio «Federico II».

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