CAPISTRELLO La linea ferroviaria Avezzano - Roccasecca è sempre più tribolata; parallelamente all'annunciato ripristino di alcuni treni da parte di Trenitalia si registra l'ennesimo inconveniente tecnico, che ha lasciato a terra molti pendolari. A questo si aggiunge anche il pessimo servizio, con vagoni stravecchi e assolutamente insufficienti, almeno per alcuni orari, a garantire un adeguato servizio e il rispetto della sicurezza. La cronaca. Ieri mattina, come accade spesso, il nuovo inconveniente: dall'altoparlante poco prima delle otto, nelle varie stazioni della Valle Roveto, arriva la notizia di un ritardo del treno degli studenti proveniente da Roccasecca per Avezzano. Ritardo che da pochi minuti sale a quaranta e poi, addirittura, si arriva alla soppressione della corsa perché il guasto è più grave del previsto. Conclusione: la stragrande maggioranza degli studenti e dei lavoratori è rimasta a piedi; da Capistrello per Avezzano è partito il solo autobus che normalmente affianca il treno delle 7.45 per trasportare gli studenti. In pratica il venti per cento circa dei pendolari è riuscito a guadagnare Avezzano; per gli altri vacanza forzata. Naturalmente persone imbufalite, in particolare i lavoratori e i gruppetti di studenti che sono stati costretti a tornare a casa. «Ogni giorno sono costretto a viaggiare in piedi - racconta un passeggero - il servizio è quello che è, purtroppo siamo destinati ad accontentarci e ogni rimostranza fatta al personale non dà alcun concreto risultato. Lo stesso personale delle Ferrovie alza le mani non avendo alcun elemento per rispondere agli utenti». Per meglio vagliare la situazione generale, abbiamo fatto l'esperienza di viaggiare su un treno all'ora di punta e per un tratto di ferrovia; esperienza che farebbe bene anche ai dirigenti di Trenitalia. A poco meno di trenta chilometri da Avezzano, posti a sedere inesistenti; corridoi e spazi davanti alle porte di ingresso stracolmi e persone stipate come sardine. A quanto pare, tutto sembra rimasto come trent'anni fa, con l'aggravante che allora i vagoni erano nuovi, erano di più e soprattutto c'erano più corse nell'ora di punta. Il viaggio in treno, poi, oltre che comodo, rappresentava anche un deciso risparmio. Le annunciate azioni di rimostranza di questi giorni che amministratori, consiglieri regionali e parlamentari vogliono indirizzare a Trenitalia devono essere decise se si vuole andare incontro alle legittime richieste dei viaggiatori. Sarà il caso di battere i pugni sul tavolo per evitare la solita pomposa ed insignificante riunione.