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Data: 05/10/2010
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
I tagli nei trasporti - Caso Genova. Quattrocento licenziamenti. A rimetterci il posto sarebbero, per primi, i giovani assunti dopo il 2007. «Cassa integrazione e soldi per salvare Amt» Il sindaco Vesco: «Gli ammortizzatori non bastano»

QUARANTOTT'ORE all'alba. O al buio nero e al ritorno in piazza. Tra fallimento e rilancio, Amt e i protagonisti che ruotano attorno (o dentro) all'azienda dei trasporti stanno vivendo momenti di vera trepidazione. Legati, soprattutto, a ciò che produrrà il promesso interessamento di Altero Matteoli, il ministro dei trasporti che ieri si è impegnato a trovare già oggi una soluzione con i colleghi Tremonti e Sacconi. Stasera il prefetto di Genova Francesco Antonio Musolino incontrerà le parti per riferire di quanto ottenuto dal ministro. Per il sindaco di Genova Marta Vincenzi sarebbe già una conquista «ottenere l'attivazione del meccanismo della cassa integrazione, oggi non previsto». Per la Regione sono invece necessari «soldi e tempi di definizione brevi». Impossibile portare a casa il risultato pieno. Alla portata ci sarebbe, però, la riduzione dei tagli del 50% (riducendo a un massimo di dieci milioni l'ammanco dallo Stato per Amt) e il dimezzamento degli esuberi previsti (da 400 a 200). La tranquilla domenica dopo il selvaggio sabato del Nautico rappresenta solo un intervallo. Nello sbando dell'ultima settimana la boa offerta al Nautico da Matteoli che per fermare la contestazione ha concesso un incontro e promesso un rapido interessamento è parsa un miraggio inaspettato. Ma su tutto potrà o non potrà Tremonti, e se non arriveranno risposte positive si tornerà a dissotterrare l'ascia di guerra. Stasera le prime notizie dal prefetto, domani nel pomeriggio l'incontro al quale parteciperanno sindacati, Regione, Provincia, Comune e Prefettura. Domenica di riposo a casa per Marta Vincenzi. Il sindaco pur sottolineando la situazione «tragica» intravede spiragli positivi. «Credo che un buon segnale potrebbe essere quello di consentire l'attivazione dei meccanismi per la cassa integrazione, oggi previsti fra tre anni, non subito spiega la Vincenzi Questo contribuirebbe a dare un po' di respiro». La Vincenzi parla della cassa integrazione come soluzione per ridurre il costo del personale accompagnando con questo strumento i più anziani al congedo pensionistico. Ma la voragine dei conti? «Su questo non mi attendo risposte da Matteoli, quanto dal tavolo che vede coinvolta la Regione e il governo tramite la conferenza StatoRegioni. Spero si concretizzi, e ci ritroveremo a parlare di tutt'altro panorama, la soluzione sussurrata che sia lo Stato, direttamente, a farsi carico di Trenitalia togliendo l'incombenza alle Regioni». L'assessore ai trasporti Enrico Vesco non è ottimista come il primo cittadino di Genova. Né è pienamente concorde. «La partita si risolve solo con i soldi dice La cassa può essere un aiuto in questo momento, certo, ma non è la soluzione». E allora che si aspetta da Roma? «Il trasporto pubblico locale muove milioni di persone. Diteci, una buona volta, se è un pezzo di welfare oppure no. E diteci quale è la nostra sorte. Perché è giusto non essere precipitosi come è stata Amt nel consegnare cifre non ancora definite al pubblico dominio, ma è anche vero che le aziende di trasporto hanno bisogno di conoscere in tempi brevi l'entità dei tagli, la programmazione e i bilanci non possono aspettare». L'unico sollievo, nell'ambito degli ammanchi di trasferimenti (non ancora quantificati nel dettaglio ma calcolati, per Amt, tra i 16 e i 19 milioni di euro) è affidato alla prospettiva che il governo apra un capitolo a parte per Trenitalia, che diverrebbe oggetto di un trasferimento ad hoc di nuovi fondi. In questo modo la riduzione delle risorse non dovrebbe essere divisa a metà dalle Regioni tra treni e bus. Limitando i danni all'interno di confini tutto sommato accettabili. «Una volta conosciuta l'entità della situazione lavoreremo a una soluzione equa e il più possibile condivisa continua Vesco poi andremo avanti sul percorso normativo». Anche il Comune è disposto, a questo punto, a prendersi le sue responsabilità in maniera più decisa. «Sono d'accordo con chi afferma che i piani industriali vadano approvati e portati avanti con maggiore coraggio e velocità sostiene la Vincenzi anche andando incontro a decisioni che di certo non riscuotono consenso».

I NODI DELLA CRISI LICENZIAMENTI
Quattrocento licenziamenti. Ma potrebbero essere di più. Questo hanno scritto i vertici Amt nel documento consegnato ai sindacati qualche giorno fa. A rimetterci il posto sarebbero, per primi, i giovani assunti dopo il 2007.

STIPENDI RIDOTTI
Blocco del contratto integrativo firmato nel 2008 e cancellazione del premio di produzione. Alla fine, secondo i calcoli, a ciascun autista la crisi toglierebbe in busta paga almeno duecento euro al mese.

LINEE TAGLIATE
E Via le corse dopo le 20,30 e taglio netto anche sulle linee collinari. Colpirebbe soprattutto le tratte a minor carico e gli orari meno frequentati, la rimodulazione del servizio prevista da Amt. Si tratterebbe di una riduzione pari al 15%.

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