PESCARA. La scissione nel Popolo della Libertà preoccupa più della bufera giudiziaria che attraversa il centrodestra abruzzese. E' il messaggio che lo stato maggiore del partito indirizza a quadri e simpatizzanti in occasione della visita del ministro Altero Matteoli.
Riunito nell'auditorium Petruzzi, il Pdl regionale gioca la carta politica per rialzare la testa dopo l'iniziativa della magistratura che vede un assessore, Lanfranco Venturoni, agli arresti domiciliari, e due parlamentari indagati, Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi. Ma se la magistratura indaga sui rifiuti, il ministro delle Infrastrutture rilancia sui termovalorizzatori, «per evitare che in Abruzzo si verifichino emergenze come quella in Campania.
«Soltanto attraverso la costruzione dei termovalorizzatori», spiega, «si può affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti, perché le discariche non possono risolverlo in modo corretto».
Matteoli non parla delle posizioni personali, nè vuole entrare nel merito delle indagini della Procura di Pescara. «Sono certo che gli indagati riusciranno a chiarire la loro posizione» si limita a osservare, mentre il governatore, Gianni Chiodi, ribadisce la volontà di non sollecitare le dimissioni di Venturoni. «Se l'assessore non ci ha comunicato questo intendimento», precisa Chiodi, «vuol dire che confida di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati».
«Siamo qui per riorganizzare un partito che vive una fase di scissione», riprende Matteoli ricordando che la sua visita in Abruzzo era già stata concordata l'estate scorsa con il capogruppo Gianfranco Giuliante. Resta il fatto che la partecipazione del governatore e di tutto il gotha Pdl nell'auditorium Petruzzi dà la misura di una vera e propria mobilitazione. E la ferita aperta è sempre il capitolo giustizia. «Mi aspetto», prosegue il ministro, «che Futuro e libertà voti le riforme presentate agli elettori due anni fa. Tra queste, c'è sicuramente quella sulla giustizia. Se poi tutto diventasse strumentale per logorarci, e poi andare alle elezioni con il Pdl in difficoltà, allora questo se lo devono scordare. Perché, in quel caso, alle elezioni ci andiamo subito».
Le preoccupazioni nascono dalla consistenza che il gruppo dei finiani potrebbe assumere sin dall'assemblea convocata oggi all'Emiciclo, mentre Generazione Italia Abruzzo fa sapere che giovedì, nella sede del consiglio regionale in piazza Unione, a Pescara, sarà ufficializzata, con il viceministro Adolfo Urso, la nascita del gruppo consiliare Futuro e Libertà.
«I componenti per ora sono due»» ricorda il consigliere finiano, Emilio Nasuti, presidente della commissione Bilancio, (Nasuti stesso oltre al vicepresidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione ndr), che aggiunge: «C'è molto entusiasmo e potremmo presto avere delle sorprese». Si parla infatti di cinque adesioni al nuovo gruppo. Nei mesi scorsi, i consiglieri regionali del Pdl accostati a Fli sono stati Luigi de Fanis, Berardo Rabuffo e Antonio Prospero, i quali però, sia pure con qualche giorno di ritardo, hanno smentito l'interesse. Tutto ciò anche per le pressioni dei vertici del Pdl abruzzese che non ci sta a perdere pezzi. Sempre ieri è stata presentata, nell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, all'Aquila, la richiesta formale di costituzione del gruppo di Futuro e Libertà. Il consigliere Nasuti, che potrebbe assumere la carica di capogruppo, presenterà la documentazione per ufficializzare la nascita del gruppo legato al presidente della Camera, Gianfranco Fini.