Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 05/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Imprese, banche, sindacati: sì a un Patto per la crescita. Marcegaglia: a dicembre documento su fisco, Sud, competitività

Mussari (Abi): «C'è un metodo nuovo, ognuno dovrà sacrificare qualcosa per il bene del Paese»

ROMA I soggetti chiamati a realizzarlo ci sono, la buona volontà anche. Nella sede dell'Abi, ieri si sono riuniti i vertici di banche, imprese e sindacati con un obiettivo comune: dare gambe a un Patto per la crescita e l'occupazione. I tempi? Difficile fare previsioni. Emma Marcegaglia nei giorni scorsi aveva fissato un paletto: la fine dell'anno per definire un documento condiviso. Ieri lo ha confermato: «Forse chiuderemo anche prima, comunque la riunione è andata bene. Anche sulla riforma del fisco siamo d'accordo». I modi? Aprendo il confronto, il presidente di Confindustria, ha sottolineato tre cose: non c'è un tavolo politico, c'è la necessità di fare presto, serve una grande assunzione di responsabilità per centrare gli obiettivi. O almeno per dare corso alle misure più immediate. Che comunque dovranno essere assecondate dal governo attraverso una serie di riforme improrogabili e attraverso sostegni finanziari concreti. Un grande tavolo, tanto per cominciare, sul quale dovrà convergere il lavoro di specifici tavoli tecnici. Emma Marcegaglia ha individuato tre temi, li ha chiamati tre «punti di riflessione». Il primo, gli interventi da fare per il 2011, cioè proroga degli ammortizzatori sociali in deroga, detassazione del salario di produttività, aumento della platea dei lavoratori in mobilità i quali, causa dell'innalzamento dell'età pensionabile, in pensione non possono andare. Secondo punto, accordi tra imprese e sindacati che possano attrarre investimenti, in particolare al Sud. Terzo punto di riflessione, il sostegno pubblico alla ricerca e all'innovazione, tagli alla burocrazia, progetto Sud e Fondi Fas, tenendo conto che le risorse sono limitate e non va abbandonato il rigore nei conti pubblici. E senza dimenticare che gli ultimi 10 anni sono stati di bassa crescita e il pil pro capite è ai livelli del '98.
Al tavolo erano presenti anche Guglielmo Epifani e Susanna Camusso (il presente e il futuro della Cgil). La stessa Cgil ieri ha presentato un suo progetto di riforma degli ammortizzatori che prevede, tra l'altro, due soli strumenti di sostegno al reddito per tutti i settori: cig e disoccupazione con aliquote unificate per tutte le qualifiche. Un intervento di cui potrebbero beneficiare 500.000 persone oggi escluse. Costo 13,8 miliardi, 4,2 in più rispetto a quello attuale.
Ottimista il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari: «Un metodo nuovo, una correttezza significativa, ognuno deve sacrificare qualcosa nell'interesse generale e di stabilità del Paese». «Sicuramente - ha assicurato Epifani - lavoreremo con serietà alle proposte di crescita. Siamo pronti ad incontrarci anche ogni lunedì. Il problema fondamentale resta l'occupazione perché 100mila lavoratori rischiano di restare senza lavoro e senza tutele. Su produttività ed equità vogliamo risposte concrete». «Sicuramente - ha sottolineato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - servono passi coraggiosi. Spero che ci siano responsabilità e buonsenso per arrivare alla fine del confronto. Vediamo se tutti reggono».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it