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Pescara, 18/04/2026
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06/10/2010
Il Centro
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Consiglio in panne, arrivano i finiani. Futuro e libertà fa campagna acquisti, Tagliente chiude Rialzati Abruzzo e va al Pdl |
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L'AQUILA. Il numero legale s'è trovato solo davanti al buffet offerto dall'assessore Mauro Febbo per il suo compleanno (affluenza bipartisan, solo vini e prodotti tipici abruzzesi). Per il resto il Consiglio regionale di ieri si è chiuso con un nulla di fatto. Per tre volte sono mancati i numeri e il presidente Giorgio De Matteis (che ha fatto le veci di Nazario Pagano a Trento per raccogliere il testimone di presidente della conferenza delle assemblee legislative europee) ha dovuto sospendere la seduta senza che alcun provvedimento fosse approvato. Mancavano anche il governatore Gianni Chiodi e due assessori, Giandonato Morra e Paolo Gatti. Se aggiungiamo l'eccitazione per il nascente gruppo di Futuro e Libertà, la conclusione, o meglio, l'inconclusione era scontata. Irritate le opposizioni. «E' gravissimo che la giunta non si presenti e non deleghi qualcuno a rispondere alle nostre interrogazioni», ha tuonato Antonio Saia, capogruppo dei Comunisti italiani, «questo è il segno di una mancanza di rispetto verso le istituzioni e sintomatico dello stato in cui versa la maggioranza». «E' una maggioranza che si squaglia come neve al sole», ha aggiunto Carlo Costantini, capogruppo dell'Idv, «neppure l'importanza degli argomenti posti all'ordine del giorno tra cui le due Commissioni speciali sul terremoto e su Abruzzo Engineering, è bastata a tenere unita una coalizione che, dalla testa ai piedi, fa solo danni alla Regione. E persino i documenti obbligatori per legge, come il Dpefr, scaduto dal 30 giugno, non vengono presentati all'esame dell'aula». Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd ha parlato di «chiara dimostrazione di una maggioranza che non c'è più, impegnata in tutt'altre faccende e non a preoccuparsi del bene degli abruzzesi. A nulla vale la giustificazione dell'assenza di alcuni assessori impegnati a Roma». Nel frattempo si rimescolavano le carte all'interno dei gruppi politici. Giuseppe Tagliente, capogruppo di Rialzati Abruzzo ha deciso di sciogliere il suo monogruppo e di tornare nel Pdl dove era stato eletto nel 2008. Il Pdl tampona così in parte le perdite dovute al costituendo gruppo di Futuro e Libertà, la cui domanda di costituzione è stata presentata nei giorni scorsi da Emilio Nasuti, che ne sarà il capogruppo, ed è ora in attesa del via libera dell'Ufficio di presidenza del Consiglio. «Come a livello nazionale, anche a livello locale il movimento non sarà in contrapposizione alla coalizione di governo, della quale saremo parte integrante insieme a Pdl ed Mpa», ha chiarito Nasuti. Con lui ci sarà l'assessore allo Sviluppo Economico Alfredo Castiglione, e quasi certamente Berardo Rabbuffo («Mi sembra un'iniziativa che può far bene al centrodestra ed essere da stimolo alla politica»). Il consigliere Pdl ieri è stato visto parlare a lungo con Castiglione e in queste ore dovrebbe sciogliere la riserva. Ha di nuovo smentito il cambio di casacca Luigi De Fanis («Mi sono proprio stufato a smentire», ha sbottato), mentre ci sarebbe un pressing su Daniela Stati, oggi gruppo Misto dopo l'abbandono del Pdl, che però sarebbe più orientata ad approdare all'Udc del suo concittadino Rodolfo de Laurentiis. I rumors danno però il gruppo finiano a quota quattro, è dunque caccia al nome mancante che potrebbe arrivare dall'Udc. Forse domani tutto sarà più chiaro, perché il gruppo si presenterà ufficialmente a Pescara in una conferenza stampa con Adolfo Urso che sarà il segretario nazionale del movimento costituito ieri stesso da Gianfranco Fini. La nascita del gruppo lascerà probabilmente una casella vuota alla presidenza della commissione Bilancio, perché sono incompatibili le cariche di capogruppo e di presidente di Commissione. Castiglione si è già dimesso da vicecoordinatore del Pdl pescarese.
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