PESCARA. La palificazione della strada parco inizia da via Marinelli, a Montesilvano. Ieri, gli operai dalla Balfour Beatty, l'impresa incaricata di portare a termine il tracciato della filovia, hanno sistemato i primi pali della rete elettrica. Decine di braccia metalliche, posizionate all'interno delle aiuole spartitraffico a distanza di trenta metri, disegnano quel percorso definito dal fronte dei contrari una «gabbia» e un «tunnel di cemento e cavi elettrici». Reazione opposta dal presidente della Gtm Michele Russo, che parla di «basso impatto visivo» in quanto «i pali hanno un colore tra il grigio e il celeste, che si confonde con quello del cielo». Contrariamente alle previsioni della ditta appaltatrice, i lavori del tracciato destinato a ospitare il contestato filobus sono partiti dalla strada parco di Montesilvano. Il presidio dei manifestanti, allestito una decina di giorni fa in corrispondenza del complesso sportivo Le Naiadi, per giorni ha impedito al cantiere di proseguire verso sud. I danni economici provocati dalla perdita di tempo prezioso hanno spinto la Balfour Beatty a spostare uomini e mezzi a nord, all'altezza di via Marinelli, dove i residenti sembrano non fare troppo caso all'avanzata del cantiere.
A ridosso del gazebo, accanto alle transenne del cantiere, decine di cittadini non abbandonano il presidio nonostante la pioggia. Con l'ombrello aperto, l'impermeabile e un telo di plastica per rinforzare la copertura, proseguono i turni spalmati 24 ore su 24. La fiumana di tremila persone registrata in occasione della catena umana di sabato scorso, che ha attraversato la strada parco da Villa Sabucchi alle Naiadi, e gli incontri ricchi di pubblico in Comune, alimentano la flebile speranza che la battaglia non sia del tutto persa e, uniti, si possa fare qualcosa per spingere la Gtm, la Regione e il Comune di Pescara a sospendere i lavori. La protesta corre anche in rete: su Facebook il gruppo strada parco forever creato «per tutti quelli che vogliono salvare la strada parco dal passaggio della filovia» raccoglie quasi mille iscritti. Oltre alla perdita di uno spazio dedicato al passeggio e allo sport nel cuore della città, il coordinamento No filovia insinua dubbi sui costi dell'investimento, sulla procedura normativa e su alcuni aspetti tecnici. La spesa media dei filobus recentemente adottati a Bari è di 650 mila euro al chilometro, compreso l'acquisto dei rotabili. A Pescara i 16,8 milioni di euro per l'elettrificazione si sommano ai 6 milioni di euro per l'acquisto di sei mezzi: in tutto 22,8 milioni che, rapportati alla lunghezza del percorso, fanno la bella cifra di 4 milioni di euro al chilometro. Lo studio di impatto ambientale, necessario per un veicolo che sfrutta piste elettromagnetiche annegate nell'asfalto, non è mai stato fatto e resta il sospetto dell'inquinamento elettromagnetico.
Marco Forconi di Forza nuova segnala il problema traffico all'altezza del sottopasso di viale Europa, a Montesilvano, dove il filobus si troverà ad attraversare non un percorso dedicato, ma una strada a traffico veicolare ordinario come via Foscolo. «Chi arriva dalla direzione monti», spiega, «si trova di fronte al tracciato e, in alcuni casi, al filobus. Lo spazio di frenata, la manovra che dovrà compiere il mezzo e il traffico nel sottopasso creano pericoli enormi per gli automobilisti». Per fugare queste e altre incertezza e per «introdurre miglioramenti al progetto» il Comune di Pescara ha convocato un tavolo tecnico, oggi dalle 15,30, a cui partecipa l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli, i capigruppo dei partiti, il presidente della Gtm e le associazioni.