Fabrizio Di Stefano è convinto di risolvere felicemente il caso-Montesilvano e di rimettere in sella il sindaco dimissionario Pasquale Cordoma. Il vice coordinatore regionale del Pdl ha sfoggiato ottimismo dopo la riunione che ha avuto, insieme al coordinatore Filippo Piccone, con i cinque "traditori" che appena sei giorni fa hanno disarcionato la Giunta sullo spinoso passaggio degli equilibri di bilancio. «Non canto ancora vittoria - ha detto il senatore di Tollo - ma ho fondate ragioni per ritenere che le divisioni si possano ricomporre». Cordoma si era dimesso il 28 settembre, però aveva protocollato il suo gesto il 30, per cui i venti giorni di tempo per confermare le dimissioni scadono il 19 ottobre. «C'è ancora tempo per chiudere positivamente la vicenda - ha aggiunto Di Stefano - e contiamo di riuscirci nei prossimi giorni». Alle accuse di tradimento, uno dei cinque nel mirono, Oscaro Biferi dell'Udc, risponde per le rime: «Sono sempre stato leale nel voto in Consiglio e ricordo i ben 530 voti di consenso alle ultime elezioni provinciali. Non ho mai chiesto al sindaco o alla maggioranza contropartite a differenza di chi ha perorato finanziamenti per associazioni proprie o benefit per i propri parenti, così come non ha mai cambiato casacca per un posto da assessore e soprattutto non ha mai ricevuto in vita sua avvisi di garanzia o sia stato esposto in indagini varie». Chi invece pensa già alle prossime elezioni, ha individuato in Mimmo Di Giacomo, assessore dell'Udc, il candidato sindaco capace di dare continuità all'amministrazione di centrodestra.