Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 06/10/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Fuori le donne. In Giunta entra l'Udc. Chiodi prepara un rimpasto morbido del governo. Luca Ricciuti e Antonio Menna in pole position

PESCARA Luca Ricciuti e Tonino Menna sono in pole position per entrare nella Giunta regionale al posto di Daniela Stati, ormai fuori dal Pdl, e di Federica Carpineta, l'unica esterna e quindi l'assessore con la posizione politicamente più debole fra i dieci che formano l'Esecutivo. Queste sono le ultime notizie relative al rimpasto che il presidente Gianni Chiodi dovrà fare prima o poi, anche se Altero Matteoli gli ha servito un assist («Consiglio dei ministri e Giunta regionale sono organi collegiali, l'attività può andare avanti in ogni caso, pure in mancanza di un singolo esponente», aveva detto il ministro delle Infrastrutture). Ma in Abruzzo parliamo dell'assessore alla Sanità, mica uno qualunque, che gestisce l'80% del bilancio della Regione. Il rimpasto è legato ovviamente anche alla conclusione dell'inchiesta che coinvolge l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni. In proposito, il Governatore si è detto «molto fiducioso su un esito favorevole e anche in tempi brevi», per questo non ha ancora ridisegnato l'Esecutivo e comunque cercherà fino all'ultimo di non sostituirlo. Ricciuti per il Pdl e Menna per l'Udc, dunque, sono i candidati principali a surrogare gli assessori uscenti, in virtù di una presenza territoriale che vede le province di Pescara e Teramo già ampiamente rappresentate in Giunta. Per il Pdl, Ricciuti andrebbe a coprire l'area aquilana lasciata vuota dalla Stati, mentre per per l'Udc, che da tempo scalpita per entrare nella stanza dei bottoni, Menna sarebbe la soluzione migliore per garantire l'area del Chietino. Un percorso ormai avviato che potrebbe incepparsi soltanto di fronte al problema delle quote rosa: se vanno via due donne, almeno una dovrà essere sostituita con un'altra donna, di qui è nata la "candidatura" a un assessorato per Federica Chiavaroli, che è anche consigliere comunale e presidente della Commissione Statuto a Pescara. Il rimpasto fisiologico poteva assumere ben altri contorni se il partito dei falchi dentro il Pdl fosse prevalso su quello delle colombe. Il riferimento non casuale è al siluramento di Alfredo Castiglione, vice presidente di Giunta e assessore alle Attività produttive, finiano della prima ora e dalla prima ora al lavoro per formare il gruppo autonomo di Futuro e libertà in Consiglio regionale, che sarà presentato ufficialmente domani dal vice ministro alle Attività produttive Adolfo Urso. Ma in questa fase Chiodi, piuttosto che forzare la mano, deve attenersi alle direttive romane e valutare di volta in volta la tenuta della fedeltà dei finiani alla coalizione di centrodestra. Il presidente, sballottato fra tante emergenze, ha avuto il suo bel da fare per tenere a bada le spinte degli oltranzisti che volevano far fuori Castiglione già alcuni mesi fa. Come aveva ammonito anche il ministro Matteoli: «Se dobbiamo stare alle dichiarazioni ufficiali e alle prime azioni, con il voto in Parlamento, la lealtà dei finiani al programma di governo non è in discussione. Se invece Futuro e libertà dovesse prendere altre strade, è chiaro che cambierà tutta la natura delle alleanze sia a livello nazionale sia a livello locale». In buona sostanza, l'unica strada per rilanciare l'azione politica della Giunta è un rimpasto morbido con l'ingresso dell'Udc, che si propone come forza capace di riequilibrare i rapporti di forza dentro la Giunta. Anche riguardo l'Unione di centro, Chiodi deve fronteggiare spinte contrapposte, in quanto nel Pdl non tutti sono convinti dell'affidabilità del partito di Casini. L'azione svolta in Sicilia, dove l'Udc è entrato in un Esecutivo che Raffaele Lombardo ha ricostruito escludendo tutti gli assessori del Pdl, solleva molti dubbi nei vertici abruzzesi del Popolo della libertà. Mai come in questo momento, Chiodi necessita del supporto del coordinatore Filippo Piccone e del vice Fabrizio Di Stefano per smussare gli angoli, trovare una sintesi e ripartire di slancio, sempre facendo gli scongiuri e toccando tutto quello che è lecito affinché Venturoni esca intonso dall'inchiesta, altrimenti alla Giunta non basterà un semplice lifting, ma servirà una massiccia operazione di chirurgia estetica.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it