Il progetto filobus è appeso ad una "Via". Ma non si tratta della Strada parco, bensì dell'acronimo "Valutazione impatto ambientale". Anche ieri, durante il tavolo tecnico e politico al quale hanno preso parte tutti i soggetti interessati, le associazioni, i capigruppo al Comune, rappresentanti e ingegneri della Gtm, con il presidente Michele Russo, e della Balfour Beatty, nonché il vicesindaco Fiorilli, se ne è tornato a discutere. Sulla questione Russo si è espresso chiaramente: «Questo tavolo è un'occasione per parlare insieme della filovia, ma dobbiamo abbandonare le opinione e valutare ciò che è possibile per legge. Se, comunque, si rintracciassero irregolarità nell'iter procedurale - ha precisato il presidente della Gtm -, come ad esempio la Via, che siamo convinti non serva, chi non ha prodotto questo documento si assumerà le proprie responsabilità, ma l'opera verrà comunque conclusa». Russo, forte del fatto che la commissione regionale ritenne la filovia non assoggettabile ad impatto ambientale, si è dimostrato chiaramente pronto a correre il rischio. Ma il punto fondamentale, assodato che questa vicenda può esporre il progetto ad un calvario di ricorsi al Tar ad ogni passo avanti del cantiere, è che di fondo c'è un vero e proprio controsenso. La Regione Abruzzo, infatti, nella sua nota sulla richiesta di Via, verbale 1108 del 15 luglio 2008, risponde alla Gtm che non è dovuto il parere in quanto il filobus "non rientra nella categoria dei mezzi di trasporto a guida vincolata". Eppure, nella legge 211 del ?92, grazie alla quale sono stati ottenuti i finanziamenti per realizzare l'opera, si fa espresso riferimento a "Sistemi di trasporto rapido di massa a guida vincolata". Solo questi possono avvalersi dei benefici previsti dalla legge. E' come un peccato originale che pesa sull'intero progetto. Per la Regione, infatti, quando si è trattato di attingere ai finanziamenti Filò era a guida vincolata, ma, quando si tratta di ripensare ad un progetto che sta incontrando ogni giorno resistenze più forti, parla di guida libera.
La questione, in realtà, è già stata sollevata sia da Mario Sorgentone, associazione Strada Parco, che dal consigliere Pd, Enzo Del Vecchio, ma senza alcun esito. Eppure si tratta di un argomento molto delicato, che dovrebbe imporre, forse, un break e far riconsiderare tutti gli aspetti della vicenda. Perché il rischio, oltre ai ricorsi amministrativi ed eventuali responsabilità davanti la Corte dei Conti, è che il caso scateni una procedura di infrazione della Ue, che tira fuori i soldi. Ma nonostante tutto, anche ieri, in più occasioni, Fiorilli e Russo hanno assicurato che «il progetto si può migliorare, ma non si mette in discussione». Il vicesindaco lo ha fatto inseguito ad un vertice, insieme all'assessore regionale ai trasporti Morra, che si è tenuto in Regione, e al successivo sopralluogo effettuato sul cantiere a Montesilvano dov'è iniziata la palificazione. E qui ha anche nuovamente sostenuto che «le proteste contro la filovia sono ad opera di un gruppo di residenti», in barba ai circa 3mila manifestanti che domenica sono scesi in strada. Russo lo ha fatto, invece, durante il tavolo tecnico, dove ha ribadito anche che «non si potranno apportare modifiche sostanziali al progetto». Dunque, le richieste delle associazioni, ovvero di studiare un tracciato alternativo o di utilizzare un mezzo ibrido, in modo da scongiurare il pericolo di «una struttura impattante e irreversibile», sembrano, ancora una volta, essere cadute nel vuoto.