Il giovane manager sepolto con la maglia del campione di basket Poeta
L'ADDIO A BALLONE Il dolore di Laura, le lacrime degli amici Nel duomo anche il Teramo basket
TERAMO. «Lassù Bruno non si annoierà: il Signore gli avrà già preparato un campo di basket dove giocare». Le sentite parole del parroco e amico di Bruno Ballone hanno suscitato un applauso catartico delle oltre mille persone che hanno partecipato ai funerali del giovane.
Don Antonio Ginaldi ha colto l'essenza del giovane dirigente d'azienda 33enne, ricordando a tutti che «il sorriso di Bruno non svanirà, ma vivrà nei nostri cuori». E alla fidanzata Laura, che per tutta la cerimonia ha guardato inconsolabile la bara coperta di orchidee e rose bianche, ha ricordato: «Appena un mese fa ti ho visto camminare mano nella mano con Bruno: non ti preoccupare, Bruno ti porterà per mano per sempre».
Mai il duomo di Teramo è stato così affollato come ieri mattina. «Questa chiesa è gremita più del giorno di Pasqua e di Natale», ha esordito don Aldino, il parroco del duomo, nell'omelia, «e noi qui vogliamo celebrare Bruno che sta avendo la sua Pasqua, evento fondamentale nell'esprienza di ogni uomo, cioè l'incontro con il Signore». Don Aldino ha poi sottolineato che Bruno Ballone è morto a 33 anni «gli anni di Gesù». Il parroco - che ha officiato la messa insieme a don Antonio Ginaldi e a don Giovanni Ciarrocchi, zio di Bruno Ballone - ha indirizzato delle parole di conforto, citando San Paolo, al padre Agostino, presidente della Baltour, alla madre Mariagiovanna Ciarrocchi e alla sorella Antonella, consigliere d'amministrazione dell'azienda insieme a Bruno.
Accanto alla famiglia, tante, tantissime persone. Tanti imprenditori - Bruno era vicepresidente del gruppo giovani industriali e Agostino è nella giunta di Confindustria - tanti politici e amministratori pubblici, sindaco Maurizio Brucchi in testa.
Ma soprattutto tanti giovani. L'incontenibile voglia di vivere, le doti comunicative di Bruno Ballone e la sua passione per gli sport - in primis il basket, ma anche calcio, nuoto, bicicletta - ne hanno fatto un ragazzo molto conosciuto e benvoluto non solo in città ma anche oltre. Ieri mattina tutti gli atleti del Teramo basket, in divisa, hanno voluto partecipare alla cerimonia. Il presidente Carlo Antonetti ha anche donato una maglietta dell'ex bandiera della squadra, Peppe Poeta, che è stata tumulata insieme al feretro. E ieri c'era anche una rappresentativa dei Pescara crabs, squadra di football americano allenata dallo zio, Marco Ballone. E poi tanti ragazzi e ragazze che, affranti, si sostenevano a vicenda nei passaggi più strazianti della cerimonia, resa ancora più solenne dall'apporto del coro del duomo.
Tutti ancora attoniti per una fine tanto prematura. Il 33enne lunedì scorso era in un residence a Giulianova gestito dalla società di famiglia, il Gambrinus, insieme al padre. Convalescente da un intervento chirurgico, Bruno Ballone si stava riprendendo rapidamente. Ma lunedì ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie, che si sono acuite tanto che intorno alle 14,30 i familiari hanno chiamato un'ambulanza del 118. Immediati i soccorsi e il trasporto in ospedale. Ma in pronto soccorso, pochi minuti dopo l'arrivo, il giovane è morto per un arresto cardiocircolatorio.