PESCARA. La giustizia della strada è uguale per tutti. Per il residente della Ztl che si è imbucato senza diritto nella zona vietata, per l'anziano giornalista perplesso perché scoperto alla guida senza cintura di sicurezza, per il ciclista che va contromano e per il sindaco di Pescara. Di certo non resterà negli annali degli eventi memorabili dell'amministrazione di centrosinistra, ma la multa per divieto di sosta inflitta a Luciano D'Alfonso sale oggi agli onori della cronaca come l'atto di suprema equità della polizia municipale nell'era di Ernesto Grippo. E' il riscatto di tutti i verbalizzati del capoluogo adriatico, più di 38 mila persone che negli ultimi sei mesi sono incappati nella fitta rete di controlli predisposti dal nuovo comandante della polizia municipale.
Il contrappasso porta la firma del più temuto vigile urbano di Pescara, Vincenzo de Santis, una penna da Guinness dei primati finita su «Striscia la notizia» che ogni anno piazza diecimila multe sui parabrezza delle macchine colte il flagrante violazione al codice della strada. L'uomo chiamato «Mister Miliardo» perché in dodici mesi di lavoro porta nelle casse comunali 500 mila euro, un determinato quarantunenne, matricola 1568, che non è solo coetaneo di Luciano D'Alfonso, ma è stato addirittura il suo compagno di banco a scuola. La condivisione di compiti e di interrogazioni, però, non è bastata il primo mercoledì di agosto a far rifonderare la biro a De Santis, il vendicatore di tutti i cittadini rispettosi delle regole che non si fa intimidire dalla targa di nessuno. Quando il 2 agosto ha visto sotto l'ombra del berretto la Panda targata CH eccetera, parcheggiata dalla moglie del sindaco in malo modo all'incrocio tra via Milano e via Trieste, in una posizione di grave intralcio al passaggio dei pedoni, De Santis ha preso il blocchetto e ha scritto la contravvenzione, sebbene ignorasse in quel momento chi fosse il proprietario della vettura. Il nome è emerso il 7 settembre, quando il verbale è stato formalizzato e il computer ha sputato fuori l'identità. Ma il meccanismo non si è fermato e la contravvenzione è stata consegnata al sindaco ieri mattina: 71 euro per violazione dell'articolo 158, comma 1 e 5, del codice della strada, più 13,50 euro di spese di notifica. Poco dopo, senza perdere tempo e senza protestare, Luciano D'Alfonso è andato a pagare. Si è ritrovato così con 84,50 euro in meno in tasca, ma con un imprevisto ritorno d'immagine: nella città in cui i multati si rivoltano contro la polizia municipale, i vigili, ora è dimostrato, non guardano in faccia neppure il datore di lavoro.