TORTORETO - Due notizie tengono banco in questi giorni negli ambienti politici tortoretani: l'abbattimento della stazione ferroviaria e il trasferimento delle scuole, caduta per adesso l'ipotesi Campus, nei locali dell'Arit, dove anni fa c'era l'Agraria. Sul primo problema, ossia sulla demolizione della "stazioncina", attualmente in cantiere per via del sottopasso da realizzare, č intervenuto in Consiglio comunale il capogruppo di maggioranza e assessore alla viabilitą, Antonio Di Giovanni ("uomo forte" della Giunta Monti), il quale ha appunto anticipato la decisione presa dalle Fs. La minoranza č insorta anche perchč si aspettava un utilizzo della struttura, una volta rimessa in sesto, a beneficio della protezione civile. Una sede moderna e funzionale anche per rendere omaggio alla memoria di Matteo Vannucci, il giovane scomparso nel tragico terremoto aquilano, al quale č stata dedicata la sede stessa. Ma per le Ferrovie la stazione č improduttiva, e per gli utenti basterebbe, per ripararsi, una pensilina. E per i biglietti? Bisognerą giocoforza arrangiarsi. Altra questione al centro del dibattito: lo spostamento delle scuole. Acclarato che il Comune vuole tornare a gestire la struttura ex Agraria, il sindaco Gino Monti ha fatto riferimento alla eventuale realizzazione proprio nei locali dell'Arit di un nuovo polo scolastico. «Una volta tornati in possesso dei locali- ha detto il primo cittadino- perchč non pensare di farci delle scuole?». Idea assolutamente non peregrina se č vero, come č incontrovertibilmente vero che alcuni plessi scolastici del territorio tortoretano sono vecchi e obsoleti. Tra l'altro, se il proposito diventasse progetto, passerebbe in secondo piano la realizzazione del campus scolastico, programmato anni fa attraverso una scheda Prusst che prevedeva, come forse si ricorderą, una convenzione con permuta tra il Comune e un costruttore di Tortoreto. Edifici scolastici del Lido, di proprietą comunale, per la realizzazione di un polo scolastico vicino a Salino, sempre in via Napoli. Tutto, adesso, č in alto mare, con la Ditta Di Gennaro che ha chiesto la risoluzione dell'accordo e il risarcimento danni.