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Pescara, 18/04/2026
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Data: 07/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Metalmeccanici, raffica di scioperi Fiom. Da domani alla Sevel, lunedì in Val Pescara. Alla Fiat di Termoli si discute sul progetto Fabbrica Italia

PESCARA. Continua ad essere agitato il fronte sindacale dei metalmeccanici. La Fiom provinciale di Pescara ha, insieme a quella di Chieti, indetto per lunedì 8 ore di sciopero nelle fabbriche della Val Pescara, con concentramento alle 12 davanti ai cancelli della Fameccamica Data di San Giovanni Teatino. In Val di Sangro la Fiom conferma gli scioperi contro i nuovi due sabati straordinari (il primo dopodomani) indetti dalla Sevel (la più grande fabbrica d'Abruzzo con 6mila operai) prendendosi probabilmente altre lettere di diffida da parte di Confindustria Chieti e azienda. Nel frattempo domani sono previste le due ore di stop a livello nazionale.
Alla Fiat Powertrain di Termoli (2.500 operai) i sindacati discutono sul progetto «Fabbrica Italia» di Marchionne e chiedono chiarezza sul futuro dello stabilimento alla vigilia di un nuovo periodo di cassa integrazione per mille tute blu. «Vogliamo organizzare un'assemblea con i lavoratori e stabilire come muoversi in futuro», dicono. La Fiom si tira fuori dal coro. «Per questa fabbrica, per il momento, c'è il nulla. Pomigliano è un riferimento per Fiat. Ha ricevuto un corposo investimento di 700milioni di euro. Nella fabrica campana sarà prodotta la Panda. Termoli non sa ancora niente», afferma il rapresentante sindacale della Fiom, Gianni Di Biase. Diversa e più morbida la posizione degli altri sindacati. Fim, Uilm, Fismic e Ugl stanno valutando l'ipotesi di un direttivo unitario. «La volontà di fare un direttivo unico nasce dalla necessità di stabilire quali politiche devono essere messe in campo in Molise. Come è meglio muoversi per capire il ruolo che giocherà la fabbrica di Rivolta del Re all'interno delle due società formate da Fiat», spiega Antonio Di Pardo della Uilm. I sindacati la prossima settimana incontreranno i lavoratori per illustrare nei dettagli il progetto "Fabbrica Italia". «Prima di parlare con le maestranze era però necessario confrontarci. Discutere fra noi della situazione», sostiene Giovanni Mercogliano della Fismic uno dei promotori del direttivo unico. «Portare avanti una voce unica in maniera responsabile può essere vantaggioso», sostiene il sindacalista. (p.c.)

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